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Dei Sepolcri

Ne da te, dolce amico, udrò più il verso
E la mesta armonia che lo governa,
Nne più nel cor mi parlera lo spirito
Delle tue vergini Muse e dell'amore,
Unico spirito a mia vita raminga,
Qual fia ristoro a di perduti un sasso
Che distingua le mie dalle infinite
Ossa che in terra e in mar semina morte
Vero e ben, Pindemonte! Anche la Speme
Ultima Dea, fugge i sepolcri; involve
Tutte cose l'obblio nella sua notte;
E una forza operosa le affatica
Di moto in moto; e l'uommo e le sue tombe
E l'estreme sembianze e le reliquie
Dalla terra e del ciel traveste il tempo

 


1 commenti:

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  • giuseppe gianpaolo casarini il 26/06/2013 18:24
    Di grande intensità questa lirica di Foscolo all'amico Ippolito.. forte il richiamo alla morte.. ai sepolcri.. a quella Speme Ultima Dea..

    ggc