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Ulisse

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d'onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d'alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l'alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore

 


6 commenti:

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  • il 17/08/2011 23:11
    Mirabile lirica di un grande Nostro
  • giancarlo milone il 01/06/2011 00:17
    Molto bella, riprende dante. Eccezionale la linguistica
  • il 09/10/2010 19:56
    Splendida poesia Maestro Saba
  • il 12/12/2009 01:18
    Splendida!
  • Emanuele Marcuccio il 26/09/2009 22:57
    Splendida chiusa e splendida poesia!
  • loretta margherita citarei il 24/03/2009 07:01
    favolosa