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Incontro in circolare

Alta, bruna, fiancuta,
sotto un soprabito disadorno,
la bella ragazza confusa
nella misera folla
d'una vettura circolare interna,
pareva sorda a ogni affanno.
Ferma sul corridoio, un po' appartata,
le sue gambe di statua
sostenevano gli urti
come solido ponte un fiume in piena.
Non gloria in lei spirava,
non frenesia di vita o giovinezza,
ma una decisa e forte indifferenza
luceva nei suoi occhi assorti e aguzzi.
Era di quelle
romane bellezze
che son rare anche a Roma,
dove mai non s'incontrano
senza un muto stupore.
Era un grande segreto
della vita di Roma
che m'appariva in luogo men propizio,
nella forma più degna.
Donde veniva, ove andava
la bella romana chiomata
di lucidi e ricci capelli?
Quale mestiere o cura attribuirle?
Spostandosi verso l'uscio
trovò qualcuno con cui discorrere
famigliarmente.
E mi volgeva le spalle
alte com'ali tese.
Al Colosseo discese leggermente,
scomparendo ai miei occhi, oimé, per sempre.

 


1 commenti:

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  • il 10/01/2010 20:48
    La donnA è RAPPRESENTATA COME UNA EPIFANIA DIVINA. Il poeta ne sottolinea la distanza dalle cose circostanti. Le domande che egli si pone intorno all'essenza della donna restano prive di risposta. La realtà numinosa della donna viene al termine spinta fino alla identificazione fisica con l'angelo: le spalle diventano ali. infine: non scende alla fermata, ma, significativamente, scompare, come una dea.