username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Passaggio notturno

Giace lassù la mia infanzia.
Lassù in quella collina
ch'io riveggo di notte,
passando in ferrovia,
segnata di vive luci.
Odor di stoppie bruciate
m'investe alla stazione.
Antico e sparso odore
simile a molte voci che mi chiamino.
Ma il treno fugge. Io vo non so dove.
M'è compagno un amico
che non si desta neppure.
Nessuno pensa o immagina
che cosa sia per me
questa materna terra ch'io sorvolo
come un ignoto, come un traditore.

 


1 commenti:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • silvia leuzzi il 26/01/2012 23:13
    Giace lassù la mia infanzia - Quanto vicine sono ad ognuno di noi queste parole, noi che l'infanzia la vediamo lontana come un puntino all'orizzonte. Noi che come al poeta il vento del destino assurdo e bizzarro ha spazzato via le sicurezze insicure della vita. Una vita che da subito ci ha insegnato la precarietà, noi siamo come il poeta: sorvoliamo questa materna terra " come un ignoto, come un traditore."