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Sonetto 129

È spreco di spirito in triste scempio
la lussuria in atto e fintanto che lo è
di spergiuro, assassinio, sangue è esempio,
selvaggia, infida, brutale ed empia essa è;
appena goduta, subito odiata;
rincorsa senza senso, ma raggiunta
odiata senza senso, esca ingoiata
per rendere la ragione defunta;
folle sia a cacciare che a possedere;
avendo, avendo avuto e volendo avere,
gioia alla prova, ma provata penosa,
prima una festa, poi sognata cosa.

Tutto ciò il mondo lo sa, ma nessuno sa
evitar la via che fra Cielo e Inferno sta.

 


3 commenti:

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  • il 31/01/2010 12:32
    Come non commentare Shakespeare?! Stupeno sonetto
  • Donato Delfin8 il 07/01/2010 16:51
    Bellissimo
  • Sandrino Aquilani il 07/01/2010 16:48
    Amo tutti i sonetti di Shakespeare, sono una luce perenne per l'anima.