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Sonetto 130

My mistress' eyes are nothing like the sun;
Coral is far more red than her lips' red:
If snow be white, why then her breasts are dun;
If hairs be wires, black wires grow on her head.
I have seen roses damask'd, red and white,
But no such roses see I in her cheeks;
And in some perfumes is there more delight
Than in the breath that from my mistress reeks.
I love to hear her speak, yet well I know
That music hath a far more pleasing sound.
I grant I never saw a goddess go:
My mistress, when she walks, treads on the ground.
And yet, by heaven, I think my love as rare
As any she belied with false compare.

Gli occhi della mia donna non sono per niente simile al sole;
Il corallo è molto più rosso delle sue labbra;
Se la neve è bianca, allora perché i suoi seni sono grigi? ;
Se i capelli devono essere fili d’oro, allora devo dire che sulla sua testa crescono fili neri.
Ho visto rose variegate, rosse e bianche, Ma non ho visto nessuna rosa sulle sue guance;
E esiste qualche profumo più piacevole,
che nell’alito che la mia donna esala.
Mi piace sentirla parlare, perché io so
Che il suo tono si voce, per me, è quasi musica;
Quando la vidi non mi sembrò una dea;
Il mio amore, quando cammina, non ha grazia.
E malgrado tutto ciò, il mio amore è cosi raro
Come se lei fosse stata elogiata da falsi paragoni.

 


4 commenti:

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  • Luisa Zambrotta il 18/10/2015 19:59
    Bellissimo sonetto, una dichiarazione d'amore ad una donna accettata così com'è, con tutte le sue imperfezioni che non vengono falsificate e poi decantate
  • Laura cuoricino il 08/08/2010 10:57
    MERAVIGLIOSA, anche in lingua originale è splendida!!!
  • Len Hart il 28/11/2009 21:07
    great!!!
  • tanya belletti il 09/03/2009 17:16
    capolavoro!