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Dopo Auschwitz

Dopo Auschwitz non c’è teologia:
dai camini del Vaticano si leva fumo bianco,
segno che i cardinali hanno eletto il papa.
Dalle fornaci di Auschwitz si leva fumo nero,
segno che gli dei non hanno ancora deciso di eleggere
il popolo eletto.
Dopo Auschwitz non c’è teologia:
le cifre sugli avambracci dei prigionieri dello sterminio
sono i numeri telefonici di Dio
da cui non c’è risposta
e ora, a uno a uno, non sono più collegati.

Dopo Auschwitz c’è una nuova teologia:
gli ebrei morti nella Shoah
somigliano adesso al loro Dio
che non ha immagine corporea né corpo.
Essi non hanno immagine corporea né corpo.

 


2 commenti:

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  • Rocco Burtone il 14/01/2011 18:42
    Mi sono permesso di inserire questa tua poesia in uno spettacolo dal titolo "Memoria & Musica" che darò a San Daniele del Friuli il 29 gennaio. Spero tu sia d'accordo. Ciao
  • il 31/01/2010 12:30
    Triste... eppure sono passati pochi giorni dalla Giornata della Memoria... per non dimenticare.