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Poesie catartiche

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Fu così che divenne Poeta

Basta
Vi lascio

disse
e
chiuse il discorso

- ma nel lamentoso clamore di piazza
dove vocali e consonanti
tra un comunissimo ghiozzo e l'altro
si erano riunite
in un "italianissimo" sciopero a singhiozzo

la voce giunse deformata in

Pasta dentifricio

e tutte le sillabe
stanche delle solite pizze

colte da un attimo fulgente
declamarono
in un ridente coro

Oh pasta del

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Partire e tornare

Questo continuo partire
e questo continuo tornare
e ripartire
e ritornare!

Ma che cazzo di treno ho preso?

   4 commenti     di: Raffaele Arena


Lassù

Rami secchi,
colori quieti, caldi
si alternano, appaiono,
si nascondono, si stagliano
contro l'azzurro immenso del cielo
in un abbandono pensoso.
Intorno quiete, serenità
come ad indicare
che sempre,
dopo tanto clamore,
questo è ciò a cui
l'animo anela

   0 commenti     di: Bruna


Medina

Era un giardino pieno di profumi
nel deserto quelle case
sembravano un miraggio
si aggirava il profeta
e sembrava volare
conquistò ogni cuore



In quel mondo di violenza
di orgoglio
tenne per mano l'orfano, la vedova
chi non aveva più nulla
chi nemmeno sperava più


Disse a tutti che Dio era il mondo
che il mondo era Dio
e null'altro esisteva
e non impose nulla
niente imper

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   0 commenti     di: ciro giordano


Stamattina

Stamattina pur nella tempesta
ho sentito gli uccelli cantare
loro sentono la primavera
prima di me
Noi, noi siam gli stupidi della terra
perdiamo sempre
correndo appresso all'amore
ci basta un po' di luce
che filtra
uno spiraglio tra due spesse nubi
per respirare piano
ringraziare la vita

   3 commenti     di: ciro giordano



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