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Poesie sulla disabilità

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Voglio vivere

perchè non mi guardi?
perchè non mi capisci?
voglio dirti quanto ti voglio bene,
ma non posso.
cerco di fartelo capire col mio sguardo,
col mio sorriso.
non voglio che tu soffra a causa mia,
ma io voglio vivere!
guarda i miei occhi, la mia voglia di vita!



L'uscita di Leo

Balla l'indecenza
in piazza, stasera.

Una falsa partenza,
una vita nulla.

Eppure, balla.

   1 commenti     di: augusto villa


Rigurgito di impotenza

Rigurgito di impotenza
in una vita dove regna
l'impossibilità
del dare figlia del non fare
e muore ogni idea
di riscatto o di gloria.

Giornate uguali
piene di vuoti...
vuoti di rimpianti.
Colma l'esistenza
il respiro che ammorba l'aria
e soffoca le speranze

   1 commenti     di: patrizia chini


Autismo

Ho un amico autista.
Quale linea segue?
Quella della vita!

Non a tutti
dritta.



Silenzio e urla

Le danze si sono aperte
la giovane ballerina
dalle movenze leggiadre
volteggia nello spazio
Tal sembra l'attesa
come un dolce sospiro
di abbracci silenti.
Le danze si sono aperte
ma la ballerina
ha braccia e gambe
rattrappite e contorte,
le sue movenze
non sono leggiadre
ma pesanti
La realtà
si veste di crudezze
impensabili,
i sogni
diventano incubi.
Nel silenzio
dello s

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   7 commenti     di: silvia leuzzi


Ti porgo il mio affetto

Amico mio, trovarti ogni giorno nel buio, mi rattrista.
Sollevarti dal pensiero ossessivo di quella ripetitiva parola mi da la forza per aiutari e consolarti.
Cercare uno spiraglio di luce per farti ridere e farti guardare allo specchio mi rende felice.
Ti dò le mie braccia per alzarti e per rendere più facile quell'abbraccio che sento mio anche se non mi tocchi.
Ti porto il dolce che tan

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Il mostro con tre braccia

Tutto ebbe inizio molti anni fa,
quando tre cavalieri spagnioli
ci negarono per sempre la libertà.

L'onore e la morte svelarono,

di sangue rosso si macchiarono

e nelle grotte di Trapani

per anni restarono.

Erano Osso, Mastrosso e Carcagnosso.
Il primo in Sicilia si fermò ,
e con perversa dedizione
la mafia creò,
Il secondo Messina superò,
e in Calab

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Infamità

Dei padri
al posto del cuore
una pietra
hanno;
nelle loro vene
ed arterie pure,
invece del sangue,
veleno di vipera
a flotti scorre;
la propria
indifesa prole
dagli stessi,
senza riguardo,
violentata;
sul marciapiede
batte poi
per paterna volontà
e consenso
di mamma.



Silvia

All'Ospedale di Imperia
Silvia si dimentica di mangiare
Silvia è un'ombra bianca che striscia sul muro
l'ombra spettinata di una diva sulla pista del Morgana
Silvia all'Ospedale della mia città
si perde nella branda
si gratta furiosamente le ossa
stacca pezzi di crosta bianca
"Ah sì, è il lenzuolo riciclato della sala gessi"

   8 commenti     di: karen carboni


Costarainera

All'Isola felice di Costarainera
Le cappellette bianche
Coi nomi in bronzo
Si affacciano su un praticello
Quattro file di croci
Bianche di legno
Identiche
Senza nome
Insignificanti
Dovute
Dimenticate
Qualcuno ha portato una rosa gialla
Medaglia al demerito di essere vissuti
Sotto una pioggia fredda
Sotto un ombrello nero
Io il becchino e il prete
Alla tomba del matto

   5 commenti     di: karen carboni



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Questa sezione contiene poesie sui disabili e il mondo della disabilità, con i suoi problemi ma anche le sue profonde ricchezze