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Peste e corna

Sarebbe senza dubbio
un affare interessante,
ma il tempo è tiranno,
ci sono cose più urgenti.
Ogni giorno la stessa storia.
Il vecchio spegne la luce della cucina.

E non importa
nemmeno alla sorte
se a furia di rimandare
è rimasto senza un capello nero.
Gli starnuti sono un altro sintomo
poco invitante, non c'è dubbio.
La distanza è ridicola
quando si parla d'idee.
Il vecchio cammina a stento,
a fatica trascina la gamba destra.

La luna è piuttosto imbronciata stasera,
è molle ma non sembra affatto delicata.
Il vecchio chiude le imposte
con uno sputo sul marciapiede.
Senza occhiali
non riesce mai a centrare il tombino.
Non ride.

Di sua moglie si sa poco:
raccontano i maliziosi
che scappò con il figlio del ciabattino,
quando non aveva ancora trent'anni.
Lei. Lui venticinque.
E che i figli non l'hanno mai conosciuta.
Ora avranno altro a cui pensare.

Che razza d'inganno.
Ci vorrebbe una bottiglia di whiskey
per digerire l'offesa.
Ma erano altri tempi quelli,
il giovane sposò la cognata
e tutto si sistemò,
come per incanto.
Il vecchio si mette a letto,
ma non dorme.

Pensa alla sua seconda moglie,
e a come sia stupido morire
cadendo dalle scale.
Il sorriso è sdentato,
più che altro sembra un ghigno.
La luce del lume è scoraggiante,
e infatti il vecchio chiude gli occhi.

Più rivede la scena,
e più il cuore accelera,
quasi volesse fargli lo scherzo
di mettersi a galoppare.
Il vecchio si mette a sedere,
s'asciuga il sudore,
prende carta e matita,
e comincia a disegnare.
Inizia dai gradini.
Poi è la volta della testa,
e dei capelli.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 02/09/2012 17:28
    L'ho apprezzata molto molto! Il tono confidenziale, la leggerezza, le immagini prosaiche ma ben pennellate, l'andamento narrativo, molto buona!
  • loretta margherita citarei il 02/09/2012 15:06
    originale interessante particolare testo
  • vincent corbo il 02/09/2012 11:41
    Quanto mi piace il tuo stile! Unico, particolare, riconoscibile, da vero artista.
  • Vincenzo Capitanucci il 02/09/2012 10:57
    Tutto iniziò dai gradini in cui cadde in malasorte...

    Bellissima Salvatore.. non ride sa di essere nel cuore di un tombino..
  • Grazia Denaro il 02/09/2012 10:49
    Interessante poesia, c'è da pensare che con la caduta dalle scale della secona moglie c'entri lui?

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