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L'alieno

Scorrono leste l'umane stagioni,
sempre straziate dall'inetta gente
quando l'ingegno diviene morente
e meste crescono le delusioni.

S'odon i tuoni con forti esplosioni,
la terra trema, l'ansia nella mente,
salgon le fiamme com'astro nascente
tra atroci grida e infauste sensazioni.

Mentre fiorisce questo tristo pianto
avanza maestosa una figura
dal corpo cinto d'argenteo manto,

duro lo sguardo ch'abbatte le mura,
scaglia saette come per incanto,
il piglio feroce, senza paura

e nell'età futura
potrà arrecar giustizia e umiltà
a cotesta corrotta civiltà.

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 05/09/2012 12:41
    Una poesia scritta molto bene, mi è piaciuta molto. Complimenti

4 commenti:

  • Anonimo il 29/09/2012 15:34
    Opera di piacevole lettura e originale contenuto. Verso ben ritmato. Molto apprezzata!
  • mauri huis il 23/09/2012 06:52
    Sonetto caudato scritto con inflessioni medievaleggianti, come tuo stile. Buona padronanza della metrica e interessante il soggetto. Complimenti Sergio!
  • Don Pompeo Mongiello il 22/09/2012 12:27
    Molto apprezzata e piaciuta questa tua tanto tanto bella davvero!
  • Ellebi il 05/09/2012 13:34
    Originale poesia senza dubbio anche se ben non si capisce chi in sostanza sia questo portentoso personaggio che dovrebbe portare giustizia e umiltà. Pare un Dio questo alieno, e con lo scagliar saette ha le sembianze di Giove, o forse è il Dio dell'Apocalisse mentre s'avanza maestoso. Complimenti e saluti.