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Sterpi di sangue

Ascoltami. I numerosi pensieri che ora
si schiudono in queste righe scovandoli
in indistinte voci e in infiniti canti,
fogli adornati e raccolti in questo testo,
non sono altro che trepidanti rami
di uno zuccherato
grappolo sfibrato e temprato,
da pallide folate e da inumerevoli
verni e lunghe estati,
che disperde al vento ramoscelli
di squallido e croccante pallore,
di sapore di linfa, di pistillo morto,
briciole fradicie che sgocciolano
da un bambino albero zittito.
Quei dolci fuscelli stecchiti,
prelibatezze dell'uman palato
è piacere massimo al scordar,
fra le belle parole e la musica,
del tempo l'affanno.
Ma sono in verità
celati chiodi e dure schegge
che strozzano da dentro la gola
e straziano anima, carni e ossa,
se in fretta e furia ingoiati.
Sull'arido giardino finirai
solo grigie pozzanghe di fango
e sangue...

 

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