PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Sangue alle dita

forza tra le ciglia
lieve tintinnio di gesti
viso errante che si schiude
incubi e nebbie volatili
capelli intensamente arruffati
conversazioni automatiche
circonvallazioni di mani
prendo la penna scrivo
cosa non so ma scrivo
sangue alle dita scrivo
cosa non so ma scrivo
aggraffio ogni me nella penombra
antiche vagano le lampare dei sogni
scarnifico di frame la mia anima
fonde ogni senso in questo pantano
pantano di parole e vesti smarrite
vanitose sculettano vie
rumorosi spiovono passi
prendo la penna e scrivo
assassinando la punteggiatura
prendo la penna e scrivo
senza correggere o ritoccare
cosa non so ma scrivo
tagliando a fette la mia ombra
che svanisce in questa chiusa.

 

3
0 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Anonimo il 20/09/2012 07:47
    questa poesia distrugge se stessa e ha la forza di una denuncia, seppur di una denuncia "stanca", ma forse anche per questo bella e ancora più forte!
  • salvatore maurici il 18/09/2012 13:45
    " parole e vesti smarrite/vanitose sculettano" via, iniziano il loro volo fino a confendersi tra le nubi, e oltre, e planano leggere su un piano mitico dove esse aprono un dialogo con l'anima del Poeta, lo rasserenano sulla qualità della poesia che trascrive sul foglio di carta. Buona.

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0