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Notturni poetici

Espando
la
mente
nel
pugno della
mano,
dilato
la morte
ed ottengo
la vita.
Chi
muore
davvero?

Distendo
le rughe
di
un volto
invecchiato,
osservo
la
musica
farsi
colore.
Chi
vive
davvero?

Io
è
il nome
di
qualcuno
che
non conosco.
Sono
la rappresentazione
del
pensiero
di
qualcun altro.

Proietto
la
mia
volontà
su di
un
muro,
ed ottengo

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