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Fui

Greco
il mare
e l'annodarsi alle sue onde
il vento
sussurrano al mio collo
di come
l'acciottolarsi di un pensiero
potesse traspirare in concetto
di come
l'obiettivo del distinguersi
non sia mai seguito dall'esaudirsi
di come
l'illudersi d'abitare un deserto
non sia invece l'amara sorpresa d'esserlo
di come
il voler uscire da se stessi
non riporti inesorabilmente
al centro del proprio spirito

Greco
il vento
e il districarsi tra i suoi schiaffi
il mare
serpeggiano al mio ventre
di come
fui

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 21/09/2012 14:00
    Bisogna dire che non deludi mai, sempre che questo verbo molto umano conservi ancora un significato nella fitta nebbia di avvitamenti tra spirito e materia che ti brighi di affrontare e rappresentare.
    Qui, in particolare, trovo notevole lo sforzo di umiltà autocritica -nonostante tutto-, e pure la commovente constatazione -forse definitiva- dell'impossibilità di liberarsi davvero da sé stessi. Dal lato dello stile trovo invece didattico questo cerebrale che si trova così a suo agio a sguazzare nell'onda, a dispetto di chi ne ritiene ardua o forzata la commistione
  • Rocco Michele LETTINI il 20/09/2012 18:10
    Riflessione del proprio essere... in metafora mirabilmente plasmata...
    LA MIA LODE LAURA...

3 commenti:

  • Dolce Sorriso il 30/09/2012 20:50
    la bellezza delle parole rispecchia il tuo essere... sei splendida Laura.
  • augusto villa il 23/09/2012 20:43
    Hai un bello stile... il tuo.
    La poesia è bella e molto intima... Piaciuta! --
  • Maurizio Spreghini il 20/09/2012 16:39
    molto molto bella

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