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L'ABBANDONO

Godo,
di questo mio essere sospesa
fra la solitudine
e la necessità dell’amore.
Nella calma apparente
delle mie parole.

Mentre il mio cuore si dilegua
e si abbandona
ancora una volta,
allo sconcerto del dolore,
per poi risalire
nella marea dei relitti
che il mare della mia vita
ha riportato a galla.

E,
come una naufraga,
cado esausta
su questa zattera
costruita con queste mani
a discapito della serenità
della rassegnazione.

Mentre un’altra me
osserva tutto questo
dalla riva,
incapace
di portarmi in salvo.

 

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10 commenti:

  • Sergio Fravolini il 15/08/2010 11:33
    Il piacee di essere sospesi.

    Sergio
  • Fiscanto. il 30/09/2009 22:33
    piaciuta
  • Gabriella Salvatore il 06/11/2007 22:55
    è come osservarsi al di fuori delle emozioni, noi sappiamo uscire dalle situazioni tristi se lo vogliamo veramente, la zattera ti sostiene, e ti riporterà a riva
  • sara rota il 25/09/2007 13:49
    Carina... penso comunque che un tronco al quale aggrapparsi per raggiungere la costa esista per tutti...
  • marco moresco il 24/09/2007 09:24
    complimenti, anche questa è notevole
  • Antonella De Marco il 20/07/2007 17:22
    Molto bella e sentita. Brava nancy
  • Anonimo il 14/07/2007 15:42
    A volte abbandonarsi alla sofferenza fa tanto male, ma anche occultarlo a lungo andare scava ferite profonde. Complimenti Nunzia, ciao.

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