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La leggenda delle sorbe

In mezzo al grano
un altero sorbo s'alzava
con tondi frutti e piccole foglie.

Al più lieve vento la messe ondava
e le sorbe ben attaccate
ai rami ridevano, sfacciate
delle spighe dagli esili steli
che di spezzarsi rischiavano.

Impertinenti, maleducate
malvagiamente loro speravano
che i flebili steli del grano,
sul campo rimanessero sdraiati,
rodendosi poi di rabbia quando
le teste rialzavano.

Vennero i mietitori a giugno
e con le falci in pugno
iniziaron a tagliar le spighe bionde
e le sorbe tingendosi di lieve rossore
gioivan liete fra le fronde
vedendo il grano falciato, senza cuore
godendo, quando la mietitrice
granella e paglia poi le rese.

Ma il sole vedendo delle sorbe il male
trattenendo l'istinto di prenderle a calci,
studiò il modo di fargliela pagare
togliendo loro la sua carezza e il suo calore.

Passato agosto, settembre venne ad indorare
gli ultimi frutti, rendendoli buoni da gustare,
ma le sorbe rimasero acerbe, amare.

I contadini, sentendosi la lingua allappare
nel mentre le assaggiavano,
il sorbo decisero di tagliare
in quanto l'albero inutile consideravano
se non dava buoni frutti da gustare,
inoltre già i passi dell'autunno s'avvicinavano
e più nessun frutto si poteva maturare.

Presa l'ascia cominciaron il tronco a colpire,
ma la flebile voce della paglia si fece udire
consigliando ai contadini di coglier le sorbe dure
e di deporle sul suo giallo cuore..
con la forza del perdono le avrebbero riscaldate,
con il sole dell'amore si sarebbero maturate.

E così fu... le sorbe del male fatto pentite
cominciaron presto ad arrossire,
poi lentamente ad impallidire,
di tristezza si macularono
diventando frolle, tenere,

e quando i contadini le vollero assaggiare
le trovaron dolci, deliziose da mangiare.

Il sole prima di tramontare,
dando l'ultimo bagliore
mormorò prima di scomparire
che solo il perdono e il pentimento
possono rendere
dolce e profumato
il cuore di chi aspro e crudele è stato.

 

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5 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Grazia Denaro il 28/09/2012 21:41
    Una bellissima poesia trasformata in
















    Una fiaba trasformata magistralmente in poesia, bella da leggere ai bambini perché porta insita una morale che insegna cosa è bene e cosa è male nei sentimenti della gente. Complimenti all'autrice, apprezzatissima!
  • Rocco Michele LETTINI il 28/09/2012 17:48
    Lodevole come poesia...
    Ammirabile come fiaba...
    Incantevole come metafora...

    UN TRIS DE L'ALTO E ACUTO SENNO... TUTTO QUESTO È LORY...
    IL MIO
  • Vincenzo Capitanucci il 28/09/2012 17:28
    Sorbole L'Or... che Poesia... una botta ed una percossa... per adolcire i frutti del cuore..

5 commenti:

  • Anonimo il 28/09/2012 21:57
    Lor sei grande! Tra le tue più belle. Lo prendo come un augurio per quella gente che dice di perdonare, ma nella realtà, non fa altro che riproporre tutto il loro astio in modo sempre diverso.
    Bravissima, e mitica!
  • Anonimo il 28/09/2012 21:17
    .. e le sorbole sono arrossite perché hanno capito il gran dono che ricevevano nonostante il loro male. Cara Lor... davvero ben scritta e da riflessioni profonde.
  • Anonimo il 28/09/2012 21:14
    Una bellissima favola sulla forza del perdono. La paglia ha fatto il miracolo perché l'ha sentito nel profondo, solo così ha senso il perdonare.
  • Anonimo il 28/09/2012 20:23
    Bellissima metafora con le sorcole Lor. Una morale profonda e una poesia scritta molto bene e piaciuta.
  • Elisabetta Fabrini il 28/09/2012 17:52
    Le tue poesie sono favole... bravissima Lor!

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