accedi   |   crea nuovo account

Asfalti bollenti

Una generazione
la mia
che si è buttata alle spalle
mondi d'ipocrisia.

Scarpette e jeans
in viaggio per le strade
tra asfalti bollenti
che grondano maledizioni,
nell'attesa di un passaggio
verso mete lontane, sconosciute.
Le strade del mondo
piene di sudori
e la certezza
che qualcosa è morta...
Dio è morto!
Si affievolisce l'illusione
di potere trovare
nuovi valori,
allora è meglio
stendersi sotto le stelle
ad ascoltare i mille rumori del silenzio
un cuore che batte
pieno d'emozioni
Sambuca l'inizio di un viaggio
la conoscenza di me stesso
il ritorno verso casa
solo nella mia mente.

 

2
7 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Rocco Michele LETTINI il 02/10/2012 14:55
    UN VERSEGGIO SGORGATO DA L'ACUTEZZA DI UN SENNO...
    HO SCORSO VERITA' INATTACCABILI...
    ANCOR PIU' SENSO DA' A LA SUBLIM RISPOSTA AL LODEVOLE COMMENTO DE LA VERA...
    IL MIO
    SALVATORE

7 commenti:

  • Anonimo il 22/12/2013 12:13
    giocare a fare il maledetto non sempre paga
  • Francesca La Torre il 24/10/2012 17:30
    Bellissima:io sono della generazione che ha conosciuto quel periodo, con la differenza che allora, non solo credevo in Dio, ma credevo che potesse risolvere i miei problemi, adesso credo sempre in Dio, ma sto imparando che tocca a me affrontare la vita con un pizzico del suo aiuto. Molto bella, piaciuta.
  • rita il 13/10/2012 19:07
    Versi anche amari, oltre che veri. Consapevolezze nuove, delusioni, ideali infranti. Cosa resta se non l'emozione di un viaggio, quella di un cielo stellato e l'Amore? Dio è morto da troppo tempo, ormai. Bravo!
  • loretta margherita citarei il 02/10/2012 16:51
    bella poesia complimenti
  • Anonimo il 02/10/2012 15:07
    C'era anche la canzone "Dio è morto"... gli anni 60, anche la mia giovinezza, il mondo nelle mani e meno male che ci si senta così, è solo una fase della vita. Poi succeda qualcosa... che solo noi sappiamo e tendiamo ad altro perché ci sentiamo non solo corpo ma anima e percepiamo un altrove... magari sarà un'ennesima avventura, chi lo sa?! Un caro saluto Salvatore.
  • salvatore maurici il 02/10/2012 12:48
    La giovinezza è di suo il mondo degli immortali, la morte non esiste ed il mondo è a tua disposizione. Il periodo storico in cui ho scritto questa poesia, gli anni '60 sono stanti gli anni della ribellione, Dio incluso. lo abbiamo messo in cantina; sostituito con altri valori. Per anni sono stato un agnostico, ma un giorno qualcuno mi ha suggerito di salire sopra una montagna, di guardare le valli, i paesi che si presentavano ai nostri occhi, si, Il Big ben da solo non poteva aver creato quella meraviglia! Ho ripreso a credere in Dio, non alle gerarchie al cattolicesimo, una prigione; autoritarismo a buon mercato, non lo si può vendere neanche nei mercati popolari ai nostri giorni.
    Grazie per la tua critica intelligente
  • Anonimo il 02/10/2012 12:33
    Descrivi fedelmente lo stato d'animo di tanti che sanno trovare valori credibili soltanto in ciò che riescono a cogliere immediatamente e considerano morto tutto il resto, a cominciare da Dio. Ma così siamo viandanti che si godono il viaggio senza sapere dove vanno, e faranno ritorno... dove? Così, non credi che si escluda dal bello della vita il pensiero, con le sue fatiche, certo, ma anche con le sue gioie veramente essenziali?...

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0