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Abracadabra

Non fu soltanto una questione
di lettere e scrittura;
ci fu molto di più,
la verità che conobbi
aveva tredici facce,
e due risvolti.

Era un'amante di luoghi esotici,
vacche rosa e cerchietti di cristallo.
L'inseguii per più d'un mese,
poi lei si fece piccola piccola,
e sparì dentro un buco
che si richiuse alle sue spalle.

Abracadabra,
prima però avevo comprato
un cappello blu e una bacchetta,
per non sembrare troppo fuori posto.
Che tu sia maledetto,
mi rispose la strega,
e si barricò dentro le viscere
d'un castello senza porte, né finestre.

Volli che continuasse l'avventura,
almeno per un giorno ancora,
la soluzione é sempre alla portata
di chi non s'accontenta
di ritrovarsi una coda tra le gambe.
Mi alzai di un chilometro,
e stesi gli occhi;
nemmeno l'orizzonte seppe farla franca.

Nel fondo di un albero senza pace,
riposa il sogno che m'ha voluto qui,
prode cavaliere al servizio
delle più belle del reame.
Infilo una mano dentro il tronco.
Eccola l'emozione che sale lungo
il braccio, e non si ferma.

Ora ci vedo, so dove andare.
Sarà un movimento lungo un attimo,
forse due, e poi mi sveglierò
insieme a lei, su un letto obliquo,
pieno zeppo di papaveri arancioni.
Allora aprirò gli occhi, finalmente.
O continuerò a scavare, tra la sua meraviglia
e petali infuocati che non potrò
mai cancellare dalla mente.

 

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