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C'era una volta un noce

Fumano i campi e bevono dal cielo
Tremano gli alberi e lasciano libere le foglie
Sono farfalle timide poi prendono il volo
Diventano rondini sognando di andar lontano lontano
Là dove abitava un noce
Dove i bambini sembravano api intorno a un fiore
Era vietato e forse per questo più bello
Si entrava lo stesso sfidando quel cartello
A cogliere ai suoi piedi il frutto dell'autunno
Malli come nidi che custodivano le noci
E quei gherigli teneri che si scioglievano al palato
Il gallo che faceva la guardia
La rete piegata un gioco da ragazzi saltarla
Ma il gioco finì il giorno che lo trovammo fatto a pezzi
E quelle ultime noci anelli sulle sue mani
Aperte verso il cielo
Nidi vuoti come quello spazio inaspettato
E lo sguardo perso dentro il vuoto
la fiaba era finita
cominciava la vita
Non ho mai capito l'egoismo dell'uomo
Noci così non ne ho più trovate
Quante stagioni sono passate
Autunno torna con lo stesso colore
mai più lo stesso sapore
ma quel noce Ha messo radici nel mio cuore

 

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2 recensioni:

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  • Antonio Garganese il 09/10/2012 18:34
    Un passato con i suoi sapori, la dolce spensieratezza che non torna più si scontra con un presente incomprensibile. Sopravvivono i ricordi. Hai ragione tu.
  • Rocco Michele LETTINI il 09/10/2012 15:21
    ERA IL MIO NOCE... CHE LA TECNOLOGIA PORTO' VIA...
    "Non ho mai capito l'egoismo dell'uomo
    Noci così non ne ho più trovate"...
    LA STESSA MIA RIFLESSIONE IN ARMONIOSI VERSI... IL MIO ELOGIO LAURA

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