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Il peso incorporeo

Il peso di quell'inutile me stesso
che gira e si rigira nel mio letto,
mi accompagna se tento di dormire
e rende faticoso respirare.

Di questa voce che si fa tremante
per colpa d'altri che con fare indifferente
non capiscono con un vuoto disarmante
quell'affannoso ansimar pesante.

Questo non viene da ansia o da emozione
o per rendere migliore quella nota prestazione,
arriva per chi vive di quel poco
di un'esistenza somigliante al gioco.

Viene per chi accetta un mondo così vario
ma non vorrà mai prendersi sul serio,
sul gioco del denaro, della guerra e del futuro
del guadagnarsi tutto mangiando pane duro.

Sorpassare con lo sguardo l'orizzonte
trasformando le città senza adoperar le piante,
togliere alle bugie il pietoso velo
salendo come aerei sopra il cielo.

Alla fine tornar giù, che è più interessante,
saziandosi d'ogni bellezza e tornando pesante.

 

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5 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 16/10/2012 07:47
    Un laudo sincero per questa tua straordinaria davvero!
  • silvia leuzzi il 12/10/2012 12:50
    non so perchè mi ha messo come anonimo sono io la scocciastivali ahahahah
  • Gianni Spadavecchia il 12/10/2012 06:42
    Toccante e molto personale.. L'autore si è superato!
  • rosanna gazzaniga il 10/10/2012 00:35
    Sentirsi pesanti, inadeguati nell'anima... È qualcosa che poi ci zavorra ancora di più nel fondo... Bellissimi versi, complimenti!

5 commenti:

  • Anonimo il 12/10/2012 12:49
    E come si spaura il cuore del grande Giacomo, così il tuo e il nostro... l'elevazione a ben più alte vette ci rende leggeri, quasi incorporei.
    - Il peso di quell'inutile me stesso - la consapevolezza della propria inutilità, che si oppone alla convinzione quasi numinosa dell'Uomo, trova il poeta tremante e in perenne affanno.

    - togliere alle bugie il pietoso velo
    salendo come aerei sopra il cielo.- la liberazione dalle falsità pietose rende il poeta leggero dalla carnalità e soave come un soffio di vento.
    Fin qui Antonio come già Leopardi si trasfigura... poi però Antonio è un uomo del duemila... un uomo con la testa leggera e i piedi a terra.
    - Alla fine tornar giù, che è più interessante,
    saziandosi d'ogni bellezza e tornando pesante -
    Veramente bella e soprattutto sai che ti dico? Abbiamo fatto riflessioni analoghe... siamo in sintonia ok... ciao
    -
  • Anonimo il 12/10/2012 12:17
    molto bella e sentita... bravo antonio sono con te... mi complimento...
  • Anna Rossi il 12/10/2012 11:14
    splendido volo!.. pura sensibilità poetica. con la quale si analizza l'anima. ma che solo con il cuore si riesce a de. scrivere.
  • laura marchetti il 11/10/2012 07:53
    il tuo volo è sempre fantastico... tu sai toccare il cuore
  • mariateresa morry il 10/10/2012 12:37
    un mio semplice parere, il verso non fila sempre, forse per una questione di numero di sillabe ( alcuni sono troppo lunghi rispetto ad altri e questo sacrifica il ritmo) ; tuttavia il contenuto e la riflessione sono molte vere e filosofiche. MI piace l'idea per cui godendo della realtà e delle cose che ci circondano, l'essere infondo si appensatisce ( cercare di vivere l'esperienza come un gioco) !!

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