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Il narratore, il vate ed il signore

Peccato, disse al vate il narratore
che tra l'idea e la pratica
per me ci sia di mezzo la grammatica
e la sintassi che m'imbriglia ogni ardore!

Che ci vuoi far, rispose a lui il poeta
ognuno ha la sua chiavica:
per me è la rima insieme con la metrica
a farmi perder tempo e intanto il cor s'acqueta.

Passò però dinanzi ai due un signore
che disse: prosa e lirica
richiedono parole come musica
se devono andar dritte in fondo al cuore.

Ed ogni musica, anche sol discreta
è fatta d'una grafica
e un'armonia di note, timbro e ritmica
che il suo autore plasma e il nostro cuore allieta.

Non rifiutate dunque, o voi scrittori
quella fatica gnostica
che rende universale l'arte aulica
che sempre ha innalzato e innalzerà cervelli e cuori.

 

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8 commenti     5 recensioni    

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5 recensioni:

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  • Anonimo il 17/05/2014 01:40
    A prima vista avevo pensato ad una poesia in strofe saffiche ed avevo pensato ad una tua fantasia di inserire l'adonio nel 2° verso e non nel finale di ogni verso. Ma poi ho visto subito che l'adonio non era di 5 sillabe ma molto più lungo ed anche gli altri versi non erano endecasillabi ma di lunghezza varia e mi sono rassegnato all'evidenza. Era qualcosa di indefinibile ma piacevolmente poetico e l'ho riletta un paio di volte per afferrarne meglio il senso.
  • Francesco Andrea Maiello il 21/12/2012 04:35
    Alla faccia dei poeti (tale mi ritenevo!), leggendotti, caro uomoscimmia, tu ci prendotti in giro con i tuoi commenti... dotti!
  • Raffaele Arena il 08/12/2012 04:31
    Una lezione di come scrivere dal cuore per raggiungere cuori, in uno stile raffinato e piacevole. I miei complimenti per questa bellissima poesia.
  • Marina Duccillo il 18/10/2012 05:46
    mi piace: il tema (d'accordissimo), la forma (adoro le quartine in rima) l'originalità della composizione (con il dialogo tra i personaggi e l'ammonimento finale); lo stile scorrevole e piacevolmente leggero, semplicità orientata alla buona comunicazione; mi colpisce tutto ciò che, per qualche aspetto, somiglia al mio modo di scrivere, complimenti
  • rescaldani franco il 17/10/2012 20:58
    Un pregno di creatività col suo velato humour.
    Complimentarmi è quasi doveroso per l'eloquenza dei versi.

8 commenti:

  • Teresa Tripodi il 09/11/2012 16:25
    la costruzione di versi s'intreccia in maniera sublime se cerca lirica nella poesia... l'ho sempre sostenuto e mi piace molto il tuo pensiero... la costruzione di un dialogo di ciò che dovrebbe essere.
  • Ugo Mastrogiovanni il 24/10/2012 09:13
    Questi versi identificano la passione di chi scrive: prosa come narrativa, poesia come lirica. Maurizio Zaninelli è un virtuoso di ambedue, perché è uno scrupoloso autore, attratto ed emozionato non soltanto da tutto ciò che scrive, ma dal suo modo di scrivere, sempre attento, oltre che alla grammatica e alla sintassi, alla rima, alla metrica e ai suoi effetti: quelli che "devono andar dritte in fondo al cuore".
  • Grazia Denaro il 23/10/2012 10:13
    Una poesia dallo stile scorrevole, con versi armoniosi, apprezzata!
  • Antonio Garganese il 23/10/2012 08:22
    Letteratura, poesia, musica, tutto è arte che può servire a renderci migliori. Questa poesia lo spiega bene anche metricamente.
  • Gianni Spadavecchia il 19/10/2012 07:20
    Bella la parte conclusiva, apprezzato molto questo mini dialogo..
  • Anna Rossi il 18/10/2012 15:18
    scorrevole e pregnante il tuo testo. certo, occorre mettere in armonia il tutto. e per i comuni mortali non è semplice.. ma, come in qualsiasi forma d'arte, l'estro del poeta, quando c'è, si manifesta solo attraverso la mancanza di regole. o così a me piace credere..
  • PIERO il 18/10/2012 07:38
    Altri faranno commenti più colti e pregnanti; io ti dico solo che questa poesia (che a sua volta mi piace moltissimo) mi spiega un po' perché, dei tuoi scritti, mi piacciono anche alcune poesie, genere verso il quale sono normalmente allergico.
    Ti leggo sempre volentieri.
  • Ellebi il 17/10/2012 23:49
    Già, eloquente davvero, e condivisa opinione. Complimenti e saluti.