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Black out

Siamo piombati nel buio
senza alcuna colpa, all'improvviso,
come se il padreterno
avesse deciso di toglierci
anche il passatempo
di guardarci negli occhi.
Ma forse non s'é trattato
solo d'una calcolata punizione.

È lungo e complicato
il meccanismo che porta
alla maturazione della via
che più di qualcuno chiama redenzione,
eppure ci abbracciamo ancora,
come fossimo stati divisi alla nascita,
fratelli di sangue che s'incontrano
nel punto meno atroce
di una porta scorrevole.

Il tempo non é mai cortese,
brucia i sentimenti
scambiandoli per materiale
incendiario, poi ruota su se stesso
e li trasforma.
Odio seguire l'osceno meccanismo
che m'ha portato ad essere
quel che sono adesso,
ancora in cerca del guasto
da riparare ad ogni costo.

E mentre il panorama rimane
più nero del pozzo in cui
spensi i miei più teneri ardori di fanciullo,
anche l'orizzonte sembra prolungarsi,
come fosse un'emanazione dei desideri
che non riesco a mantenere a galla.
Non serve che alzi gli occhi al cielo
per vedere che le stelle allungano il collo
verso l'apice di ciò che credo eterno.

Forse durerà meno d'un giorno
questo senso di claustrofobia
che riduce in cenere i sogni,
e spazza via i calli dalle dita stanche,
forse la vera notte deve ancora arrivare,
e potrò farci i conti solo quando la luna
sarà poco più d'un ricordo.
E chissà che non sia proprio io
la causa e la conseguenza
di quest'immatura eclissi di tutte le cose.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 22/10/2012 18:53
    UNA PERSONALISTICA POESIA DAL TONO PROFONDO E QUASI TOCCANTE... IL MIO ELOGIO SALVATORE... CIAO

2 commenti:


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