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Quale Storia

Ti sorrido, eppure
posso scrivere i
versi più tristi
su questa Storia.
E in questa notte
di cemento lascio
che la tempesta
batta forte sulle
nostre finestre.
Cosicchè potremmo
rifarla tutte le
volte che vorremo,
imprigionati in un
ricordo d'amore.
Una Storia di
fondazione,
di distruzione,
di vite assenti,
sconfitte.
Ci vorrebbe un punto
e una fine, ma
non siamo ancora pronti;
ci vorrebbe altro.
Eppure è in notti eterne
come questa che l'abbiamo
tenuta tra le braccia,
baciata sotto le volte
di un "ancora" e
persino amata.
Sentire il vuoto della
morte, è ancor più vuoto
senza un nostro "perché".

 

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5 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 16/05/2016 09:51
    Un plauso per questa tua bellissima davvero.
  • 7q il 22/11/2012 23:40
    ho intravisto due livelli interpretativi.
    il primo (più immediato) è quello della poesia lirica: una storia d'amore declinata al noi tranne per la prima strofa (che infatti ricorda molto una poesia di Neruda "posso scrivere i versi più tristi questa notte". un amore che teme di estiguersi ("ci vorrebbe un punto e la sua fine", ma a cui allo stesso tempo manca lo slancio; è come bloccato in una dimensione di rassegnazione, ricordo e accettazione del presente. proprio in questo limbo inerte senza causa nè effetto il senso di vuoto si fa ancora più consistente.
    il secondo livello è quello della poesia esistenziale: quale storia può dare un senso alla vita? e alla morte? la Storia (con la S maiuscola) è un susseguirsi di crescita e distruzione, di nascita e morte ed è veramente difficile trovare una logica, avendo ormai rinunciato da tempo all'idea settecentesca delle "magnifiche sorti e progressive" come la chiamava (già ironicamente) Leopardi. Talvolta però siamo talmente immersi in questo fluire insensato che ne rimaniamo ammaliati, lo culliamo, lo amiamo quasi, finchè la morte non compare di nuovo negli ultimi 3 versi con tutto il suo peso di vuoto - tanto gravoso perchè tanto inaspettato e senza motivo.

    nota stilistica: eliminerei un paio di versi che secondo me sono superflui e rompono il ritmo togliendo incisività come il primo e il 24esimo. sostituirei anche il punto fermo alla fine del nono verso magari con una virgola. isolerei il primo e l'ultimo periodo dal resto del componimento con uno spazio bianco per creare una connessione tra i due.

    7q
  • Rocco Michele LETTINI il 04/11/2012 19:38
    NON C'È STORIA SENZA CUORE... QUESTO EVINCO DAL TUO SINCERO VERSEGGIO... CIAO LUANA...
  • Anonimo il 04/11/2012 17:50
    romanticissima... tra un po' me viene er diabete!... scherzo! Poesia pregnante intensa di un lirismo davvero invidiabile!

5 commenti:

  • Anonimo il 09/11/2012 14:57
    scusa so ho banalizzato... ma a leggerla così sembrava una poesia diciamo romantica... kmq sia sì la storia latita un pò, si perde nel vuoto e nel buio...
  • Alessandro il 06/11/2012 13:58
    Una storia più amara che dolce, specie nella chiusa. Un romanticismo che non sa di trito e ritrito grazie alla singolare mistura di onirica disperazione.
  • augusta il 06/11/2012 13:14
    bellissima luana...è l'umanità che fa la storia... con tutti i suoi perchè... e non abbiamo risposte... cmq... ne abbiamo già parlato... NON INCOLPIAMO GLI ALTRI... per i nostri gesti anche estremi... tutti noi siamo... fragili... c'è purtroppo chi più... 1 beso...
  • denny red. il 05/11/2012 03:55
    Una dtoria..
    Imprigionati in un
    ricordo d'amore.
    Ci vorrebbe un punto
    e la sua fine,
    ma..
    Perchè?
    Che dire.. Ci vorrebbe un mare..
    Intensa! Brava.
  • Luana D'Onghia il 04/11/2012 19:46
    Grazie Rocco, grazie Friv. Ci tengo, però, a sottolineare che questa poesia è nata da una riflessione di due giorni fa. Una persona che ho avuto l'occasione di conoscere personalmente, che ha dedicato tutta la sua vita allo studio, alla conoscenza si è tolta la vita per le dure ragioni del pregariato. Quale storia, allora, c'è?

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