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L'alba

Onde sommerse
dal nubifragio
di una luna piena
gettata là
come un ripiego
della natura
e le stelle
stanno a guardare
dove un'orizzonte
senza confine
disegna l'alba
appena iniziata
e già s'intravedono
i primi raggi
di sole
chiedendo quasi
scusa alla notte
che si è appena
ritirata.

 

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4 recensioni:

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  • Anonimo il 22/11/2012 14:39
    è una poesia di forte contrasto tra notte e giorno con tutto ciò che questi due archetipi si portano dietro. il momento dell'alba colto come confine tra queste due entità che appaiono molto diverse tra loro.
    la Notte (tratteggiata nei primi 8 versi) è una tempesta che sembra volersi ribellare alla posizione subordinata ("gettata là"che ha ricevuto dal cosmo. è stufa di sentirsi "un ripiego della natura" e manda dunque il suo cavallo da battaglia, una luna piena, a sommergere tutte le onde nell'indifferenza delle stelle che non muovono un dito.
    il Giorno al contrario non emerge con tutta la sua potenza. è l'alba e il sole s'intrufola nel mondo solo con una manciata di raggi che timidi chiedono scusa alla notte, come se non fosse colpa loro, come se non volessero disturla, ma dovessero obbedire a un ordine cosmico che è immutabile.
    la scelta dell'alba e non del tramonto proietta il confronto notte-giorno ad un irrimediabile sconfitta della notte (dando una connotazione ottimistica al componimento) che alla fine è costretta a ritirarsi.
    ha ragione luana a citare leopardi, la visione di una natura così animata e molto romantica, però io sento anche molto simbolismo (la prima manciata di luce è sufficiente a rischiarare un nubifragio). a questo proposito ti consiglio di leggere "il tramonto del sole romantico" di Baudelaire che descrive appunto la controparte dell'alba e interpreta molto diversamente il conflitto notte-giorno.
  • Antonio Garganese il 08/11/2012 08:37
    Da una notte tempestosa può arrivare un'alba tranquilla e soleggiata. La natura è meravigliosa per questo e dovrebbe insegnarci qualcosa. Purtroppo accade sempre più raramente. Complimenti.
  • Rocco Michele LETTINI il 07/11/2012 12:10
    Una sequela di versi mirabilmente lasciati in libera interpretazione... LA MIA LODE AUGUSTA
  • Anonimo il 07/11/2012 12:07
    "Onde sommerse
    dal nubifragio
    di una luna piena
    gettata là"
    ... POESIA VERA!!!

14 commenti:

  • augusta il 22/11/2012 14:52
    bellissima/o... 7q... io non oso dire nulla... sono commenti che mi lasciano senza fiato... e ringrazio voi... LUANA... TYLITH... STAGISTA... non me ne vogliano gli altri... ma quando leggo queste cose... rimango seduta davanti al mio pc... e non mi alzo più... 1 beso...
  • 7q il 22/11/2012 14:43
    non volevo essere anonimo, ma non so perche non mi scrive il nome sulla recensione. 7q
  • augusta il 19/11/2012 11:25
    alice... grazie... a lolita... forse mi fai troppi complimenti... 1 beso
  • alice righetti il 18/11/2012 17:41
    molto romantica...
  • Lolita il 18/11/2012 16:55
    Sarebbe piaciuta tantissimo a Leopardi. Ma, tant'è, Leo è passato a miglior vita e, per quel che serve... a me piace un sacco!!! Una delle tue migliori!
  • Luana D'Onghia il 09/11/2012 15:41
    No, Augusta, nessuna replica: sono opinioni soggettive. Non mi sembra il caso: ognuno ha e deve avere delle ragioni valide per credere in quel che dice.
  • augusta il 09/11/2012 15:35
    luana carissima attendiamo la replica del STAGISTA... per quel che mi riguarda m'inchino come sempre ai tuoi commenti... 1 beso
  • Luana D'Onghia il 09/11/2012 15:15
    I luoghi dicono di sé, parlano (locus-loquor); sono articolazioni dell'identità. I luoghi hanno una loro forza, definiscono pratiche ed emozioni e si predicano di un senso. Ogni luogo ha la sua anima, la sua vita e presenta o dispone delle caratteristiche, delle condizioni e dei mezzi che consentono una vita. Localizzati come siamo, ci localizziamo per vivere oppure viviamo localizzandoci. Creare luoghi è uno dei modi del nostro essere al mondo, una delle vie dell'autoriconoscimento e della comunicazione. I luoghi sono orientanti e familiarizzanti. Ma fino a che punto questo discorso può dirsi vero per la Natura? La Natura é un luogo? Il termine greco "physìs" da una parte indica la natura come ordinamento già dato, insieme di tutti i fenomeni, e dall'altra il processo di genesi o apparizione, realizzazione. Eppure, riprendendo un aforisma eracliteo, la natura ama nascondersi, ovvero, l'ordine e il senso effettivo delle cose è difficile da scoprire. Sicché quella luna "gettata là come un ripiego" è condizione di chi e di che cosa? Estraneità, alienazione, disordine, angoscia! È condizione dell'uomo. L'uomo è gettato nel mondo e in solitudine combatte il divenire delle cose, lo scorrere di sé e del tutto; l'uomo si vede morire nel quotidiano e nell'istante. "I primi raggi di sole chiedendo quasi scusa alla notte che si è appena ritirata", tutto è destinato, per necessità, a mutare: non c'è stabilità, non c'è una base su cui appoggiarsi, se non l'insicurezza stessa! Si è costantemente ubriachi. E, poi, quell'orizzonte senza confine, illimitato, straordinariamente e terribilmente immenso, si erge su un'alba e, invidioso di quella sua finitezza e, per questa ragione, unicità, la circoscrive, la disegna. L'infinito è l'omicida dei nostri giorni, di noi stessi: è, autenticamente, l'insieme di quelle innumerevoli possibilità che accadono/cadono su di noi e di cui noi non possiamo fare assolutamente niente. Non a caso l'infinito a Leopardi fa provare brividi di morte ("ove per poco il cor non si spaura". L'uomo è un niente nella natura della sua finitezza, però è l'alba che resiste al tramonto. L'uomo è come la ginestra del Leopardi, la quale, pur nella sua fragile resistenza, si oppone fieramente alla lava del Vesuvio, il monte sterminatore, simbolo della natura crudele e distruttiva. Il delicato fiore, coraggiosamente, risorge sempre, sebbene il suo destino sia tragicamente segnato da sempre nuove eruzioni, capaci di annullare tutto ciò che è stata. E in questa costante eccitazione di morte, "le stelle stanno a guardare": la natura certamente comprende il perché delle cose e vede il senso del mattino, della sera e del tacito infinito andar del tempo. La tua poesia, Augusta, secondo il mio modestissimo parere, fortunatamente non ha un'impronta classica, bensì romantica, perchè manca, come diceva Winckelmann (massimo teorico del neoclassicismo), di quella principale caratteristica dei capolavori greci, cioè di quella nobile semplicità e di una quieta grandezza, che, come la profondità del mare resta sempre immobile per quanto agitata sia la superficie, mostra sempre un'anima calma e posata, anche quando essa è agitata da passioni. Diversamente, la tua mi sembra una poesia meravigliosamente tormentata! E non posso non chiudere questo mio commento con i primi versi, del romantico per eccellenza, di Leopardi del "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia": "Dimmi, o luna: a che vale al pastor la sua vita, la vostra vita a voi? dimmi: ove tende questo vagar mio breve, il tuo corso immortale?". Luana D'Onghia
  • augusta il 09/11/2012 11:36
    bellissimo stagista... rimango senza parole non oso dire nulla... 1 beso...
  • celeste il 08/11/2012 22:24
    Si può già dire che non ci possono essere confronti, ma questa è la Lirica cara agli antichi Dei. Augusta di sicuro gode dell'ispirazione divina essendo pienamente partecipe alle sue creazioni. Supera il tempo, distrugge le ipocrisie, esplora ogni piega dell'Amore. Niente è, o viene sprecato, nella sua poesia. La "semplicità" di questi versi può essere solo il frutto di una lunga e meditata riflessione. O Augusta hai avuto un grande dono, quello di fa rinascere nella tua arte, il classicismo che porta con sè (finalmente) il rinnovarsi e il ringiovanire della nostra società. Entusiasticamente!!!
  • augusta il 08/11/2012 15:16
    ringrazio.. antonio... rocco.. fri... stella... loretta... e naturalmente tylith... i vostri passaggi sulle mie è un vero piacere
    e mi rendono felice... 1 beso.. a voi...
  • tylith il 08/11/2012 13:21
    Questa è una delle poche poesie che non ritrae una scena d'amore, ma l'alternarsi tra le onde, le stelle e la luna invitano il lettore a sedersi, senza fretta, per vedere se qualcosa possa succedere. Inevitabilmente il Sole arriva "cacciando " via la Notte, non potrebbe fare altimenti, e si scusa come se la Notte fosse appunto una Donna e mai e poi mai egli avrebbe voluto che se ne andasse ma per loro è così, una triste condanna l'alternarsi dei giorni. Un bacio Tylith
  • stella luce il 08/11/2012 07:02
    bella descizione... l'alba il momento che preferisco
  • loretta margherita citarei il 07/11/2012 19:27
    molto bella complimenti

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