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La Stanza

Umile stanza che cara mi fosti nella prima mia età.
Nitido il tuo ricordo sovviene, quando dall'ombre
silenzioso s'invola.
Rivedo allora le nude pareti, e ne risento l'odore.
Povere cose in te racchiuse rammento,
ma di mia madre e mio padre,
teste tu fosti del loro amore sì grande,
che presto in pianto si sarebbe mutato.
Umile stanza ove trascorrevo il maggiore del tempo,
dalla finestra osservando i platani al viale,
ove tra i rami frondosi svolazzavano chiassosi passeri e tordi,
e i tram che sferragliavano affrontando la curva,
e la gente che passava anonima e varia.
Umile stanza di quel grande palazzo,
ove impaurito vidi passare la guerra,
e gli aerei su in alto dal sordo rumore,
mentre i vetri tremavano al fragor delle bombe.
Umile stanza, che di mia madre vedesti le fatiche e il suo male,
e di mio padre il suo ultimo respiro sentisti,
non so se ancora tu esisti?
Ma talvolta parmi ancora vedere uno sparuto bambino alla finestra affacciato,
osservare i platani al viale, lo svolazzare dei passeri e tordi,
ascoltare lo sferragliare dei tram alla curva, e l'orror della guerra.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 07/11/2012 12:17
    UMILE STANZA... CHE RACCHIUDI LE VOCI E GLI STENTI PASSATI...
    UNO SPOLVERO PREGNO DI REALTA' OGGI IGNORATE... DA CHI...
    IL MIO ELOGIO PER QUESTO MIRABILE VERSEGGIO BRUNO

2 commenti:


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