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Di prima mattina

Il vecchio politico non ha
saputo far altro
che muovere a pietà il palco,
ancora una volta troppo piccolo
per le sue manie di protagonismo.
C'é mancato poco che crollasse,
sotto gli occhi sterilizzati dei passanti.
Comunque ha traballato parecchio,
per essere fatto di ferro.

C'é un nuovo inquilino,
un uomo grande e grosso
che vende frutta secca
proprio nel bel mezzo della piazza.
Il vecchio marpione l'ha salutato
con la mano sinistra,
magari é un suo compare,
un esperto avvelenatore di masse.

I tre ragazzi dallo sguardo ambiguo
non la smettono di fischiare,
pretendono lavoro, sicurezza
e un mucchio di ragazze dell'est,
tra cui scegliere le più belle.
Dall'alto qualcuno gli risponde
di stare calmi, che non ci sono problemi,
le tessere, piano piano,
torneranno a combaciare.
Uno tira fuori l'armonica a bocca,
e comincia a suonare
alla maniera dei cantanti country.

Non era proprio il caso
che venisse dato alle fiamme
un angolo di cimitero,
così, senza un motivo,
e poi di prima mattina.
La legge é legge,
e qui bisogna che qualcuno
si decida a farla rispettare.
L'ambulante sputa a terra,
é convinto d'avere sentito
già altrove una predica
del tutto simile a questa.

Il politico scende piano piano,
appoggiandosi alla ringhiera
e al braccio del suo portaborse.
Dopo aver ringraziato la platea,
e aver chiesto scusa
per aver sbagliato un congiuntivo.
Poi le bandiere vengono ammainate,
dalla più piccola alla più grande,
le azioni migliori si compiono alla rovescia.
Il comizio é finito,
ma nessuno si muove,
aspettano la sfilata di moda.
L'intimo, chissà perché, attrae sempre.

 

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2 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • silvia leuzzi il 20/11/2012 22:41
    Come ci cali bene Salvatore nel clima paludoso della nostra nazione, ben intitoli questa tua lirica: Di prima mattina.. Fin dall'albore della nostra nazione abbiamo dovuto assistere a sì tragici spettacoli senza peraltro, nonostante l'alfabetizzazione e l'informazione si siano adoperate... indarno mio caro Salvatore, buon poeta che di prima mattina già hai la bocca del sapor del fiele. Bellissimo l'ultimo verso, quell'ironia amara propria del nostro paese...
  • Rocco Michele LETTINI il 07/11/2012 19:20
    L'HAI PROFERITO MOLTO BENE NEL VERSO DI CHIUSA... È LI' CHE NOTO IL POLITICO E L'ELETTORE... E L'ITALIA POI... P_R_E_C_I_P_I_T_A
    IL MIO SALVATORE

2 commenti:

  • silvia leuzzi il 20/11/2012 22:46
    come al solito questi commenti alla fine hanno dei refusi pazzeschi... dove dico: sì tragici spettacoli senza peraltro, nonostante... etc. , si siano adoperate senza cambiare molto la società.
    Scusa sono una pasticciona ciao
  • loretta margherita citarei il 07/11/2012 19:13
    una bella descrittiva prosa apprezzatissima

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