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Nella vecchia masseria

Nel posto dove i ferri del mestiere si fan con l'uncinetto
di equilibri fragili e mancanze di rispetto,
dove il litigio arriva quando sembra aria serena
la ripicca arma facile di torrente che va in piena.

Perciò si deve parlare, serve un'altra transazione
le parole gettate a secchi che riempiano il bidone,
opinioni che si scontrano e che formano un groviglio
che non porta soluzioni solamente un gran scompiglio.

Uno scontro, scazzottata che si fa di torti e sbagli,
fosse vero ma è virtuale e mi porta gran sbadigli.
Se finisse un certo giorno questo finto pugilato
mascherina triste e stupida dal costume sbrindellato
ma a chi giova lamentarsi ma chi è che resta male
a che soluzione arriva il consiglio comunale?

Dico solo ciò che ho visto dalla guerra dei perdenti
agitata soprattutto se nel numero si è in tanti.

Rimangono in quaranta, i più deboli, che corrono
senza alcuna protezione ma con passi già all'unisono.
Io vorrei portarli in spalla verso un'altra nuova via
che sia proprio in tutto estranea alla vecchia masseria.

 

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4 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 13/11/2012 22:43
    Una volta una mia insegnante che ricordo con rispetto e amore alle elementari mi chiese "Raffaele, cosa ne pensi della politica?" E io gli risposi "Io non mi interesso di politica". E lei mi rispose "Sai Raffaele, ogni tuo gesto è frutto di un pensiero politico, nel senso di scelta personale" Chissà perchè questo tuo fraseggio da me molto gradito, per i quali ti faccio i complimenti, mi ha portato fuori questo ricordo. Il virtuale è più vicino al reale di quanto si creda, e anche nel virtuale la scelta, come nel quotidiano, è politica. E questa tua poesia, sia nelle cose di famiglia che pare tu accenni, che nelle cose più alte di impegno politico quotidiano, pone il tuo sentire la voglia di un cambiamento radicale. Forse però mi viene di aggiungere, in quello che è la storia recente, non tutto è da buttare. Anche perchè senza il senso della storia di noi stessi, è difficile trovare una nuova direzione, posto che questa esista e che invece non sia una falsa strada che ci riporta al punto, nuovo, da cui siamo partti. Quindi, grazie alla tua sincera forza, lo scalino di un cambiamento interiore può davvero portare, e questa è la mia preghiera, in direzione di un circo dove non ci siano animali, ma tante persone sorridenti e sincere che posssano sostenerti, senza violenza, come tu sostieni loro. Detto di cuore.
  • Don Pompeo Mongiello il 13/11/2012 15:50
    Un vero saggio messo in poesia. Bravo davvero!
  • Rocco Michele LETTINI il 09/11/2012 07:30
    "VERA" NEL SUO COSTRUTTO... HO SCORSO UNA PAGINA FLUENTE REALTA'... IL MIO ELOGIO ANTONIO...

4 commenti:

  • Don Pompeo Mongiello il 13/11/2012 16:10
    ... e ti prego di pubblicare di più.
  • Alessandro il 09/11/2012 18:59
    Vita quotidiana d'altri tempi trasformata in una favola.
  • mauri huis il 09/11/2012 11:16
    Buon eloquio e musicalità, anche se forse a me sfugge il senso complessivo della metafora. Chi sono questi quaranta che restano? E dove restano, cos'è la vecchia masseria? In ogni caso comunque la composizione mi piace, la struttura in quartine di baciati mi sembra appropriata. Dunque complimentos, Antonio!
  • Elisabetta Fabrini il 09/11/2012 08:28
    Grande testo... bravissimo Antonio. Hai classe!

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