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credevo

Credevo di averla trovata. Ma mi sbagliavo.
Credevo nei “per sempre”. Ma mi sbagliavo.
Credevo nei suoi occhi, nella sua bocca e nelle sue mani. Ma mi sbagliavo.
Credevo negli occhi di mia madre e dio mio padre quando orgogliosi la guardavano. Ma mi sbagliavo
Credevo di non esser capace di amarla. Ma mi sbagliavo.
Credevo non potesse fare tanto male amarla. Ma mi sbagliavo.
Credevo nelle sue lacrime di gioia e di dolore. Ma mi sbagliavo.
Credevo nelle sue prime volte. Ma mi sbagliavo.
Credevo nei suoi e nei miei orgasmi. Ma mi sbagliavo.
Credevo nelle lenzuola che raccoglievano il nostro sudore. Ma mi sbagliavo.
Credevo nel mio cuscino impregnato del suo profumo. Ma mi sbagliavo.
Credevo nella sua pelle che ormai sapeva del mio di profumo. Ma mi sbagliavo.
Credevo nel suo corpo freddo così estasiante da riscaldare. Ma mi sbagliavo.
Credevo nel mio corpo perenne fonte di calore bruciare ad ogni sua delicata carezza. Ma mi sbagliavo.
Credevo nei nostri litigi, nelle nostre scenate. Ma mi sbagliavo.
Credevo che gli angeli non potessero e non sapessero mentire e fingere. Ma mi sbagliavo
Credevo di poter credere. Dio solo sa quanto mi sbagliavo.
Eppur l’amore involuto piangendo domina sull’odio voluto
Credevo che sbagliando s’imparasse qualcosa. Ma mi sbagliavo…

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 26/05/2009 01:05
    Tra amore e odio il passo è breve
  • Gloria D'Alessandro il 20/07/2007 23:06
    Credendo, sbagliando, si è prima fragili poi indistruttibili per l'amore-odio provato. Bella
  • Diana Moretti il 20/07/2007 19:05
    interessante.. il "credevo" e il "mi sbagliavo" incalzano senza appesantire come un susseguirsi di schiaffi.. a rileggersi. Dia

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