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La rabbia celata

Cammino, il lago è una distesa piatta,
le foglie rosse cadono ondeggiando,
i rami oscillano ritmici sospinti dal vento,
i riflessi degli alberi colorano l'acqua.

Mi siedo, la panchina di pietra è fredda,
un vento gelido mi accarezza i capelli,
un barbone si stringe nel cappotto,
un anatra si immerge nell'acqua gelida.

Guardo il vuoto, sto ribollendo di rabbia,
sento l'ira crescere e annullare il freddo,
sento l'ira crescere e cancellare la calma,
vorrei correre, urlare, scoppiare,
eppure sono qui a sorridere all'autunno.

 

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1 commenti:

  • Alessandro il 18/11/2012 23:33
    L'ira che cresce, ribolle, annienta, a stento trattenuta da un sorriso forzato. Bella poesia, so cosa si prova.

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