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Aria gravida di sole

La sera cala monotona e senza
un alito di vento,
un altro barbone si appisola
appoggiato ad un lampione,
dall’altro lato della strada
la stessa ritmica monotonia
di una lenta tastiera di pianoforte,
esercizi di scale di un bambino
che non ho mai visto.
Si susseguono gli intervalli
tra un’auto e l’altra, nel tedio estivo di una
periferia rumorosa.
Nella nitida imperfezione della
giornata, pesa un’aria gravida di sole,
scrivo sorridendo con le parole,
mentre il mio cuore va in pezzi,
in pezzi come tutte le cose che vanno in pezzi.
È notte alta, mi abbandono di nuovo
nelle acque del sogno,
come una barchetta di carta con i bordi ripiegati.
E al riparo di questo giorno,
mio immenso cielo mi faccio costellazione,
mentre le stelle ormai brillano in lontananza,
in attesa della loro alba.
Ed io ho il mio infinito!

 

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6 commenti:

  • Alessio magnaguagno il 19/05/2010 08:41
    Un canto pieno di echi di tante belle immagini, si è detto che siamo nani che si muovono sulle spalle dei Giganti, è bello sapere che c'è qualcuno che il Gigante lo riesce ad accompagnare per mano, mi è piaciuta molto
  • Ada FIRINO il 08/04/2008 12:56
    Versi dolci e malinconi, come un canto della notte che scivola verso l'alba.
    Tieniti stretto il tuo Infinito, Donatella, e non mollarlo mai!
  • augusto villa il 02/08/2007 14:42
    mi abbandono di nuovo nelle acque del sogno... ed ho il mio infinito!... Che diire?... che mi piace molto, complimenti!
  • Angela Maria Tiberi il 31/07/2007 21:04
    Bella, ciao Angela
  • sara rota il 24/07/2007 18:10
    Mi è piaciuto soprattutto l'ultimo verso sull'infinito... spaziale ed immenso.
  • roberto mestrone il 24/07/2007 16:12
    Pensieri limpidi, ma carichi di dolce tristezza...
    Molto suggestivo il finale e la metafora della barchetta.
    Bravissima Donatella!
    Ro

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