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Siamo foglie cadute dall'ultimo autunno

Quando un mangiatore di spade
confessa qualcosa di sè
dovrebbe essere senza il suo pubblico
La notte un filo di lama-le spade nei foderi
Però voi siete ancora qui-decimi di una moltitudine-ironicamente ad applaudirmi
Povero me che non rido
Non c'è più posto in prima fila-La maschera mi accompagna all'uscita
Dalle porte chiuse escono urla di dolore-come un temporale
Il numero è stato un insuccesso
Sembriamo sempre la stessa persona
Foglie cadute dall'ultimo autunno
Forse perchè troppi litigi ci fanno sentire inutili
Sembra ieri che le nostre vite avevano lo stesso modo di sbagliare
Forse perchè quando l'uragano si appresta a colpire-la casa è in disordine come un circo abbandonato
le gabbie vuote
Ci guardiamo nudi allo specchio
Proviamo un nuovo numero
Come domatori di circo
dormiamo accanto ad un feroce felino
sognando il successo

 

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2 commenti:

  • loretta margherita citarei il 29/11/2012 05:02
    molto originale mi complimento
  • Alessandro il 28/11/2012 22:25
    Dal sapore ungarettiano, ma le allegorie e l'intensità sono originalissime. Complimenti

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