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Giuramento

Me vuless arrubbà a Luna!

Pe nun'a fa vedè a nisciun
ma mettess dint'a sacca.

Pò, veness quatt quatt,
dint'o vico addò staie e casa,
l'appenness cù dduie chiov
n'copp'a fenestella Toia;
allummass tutt'a via.

Affugass a pucundria
e stì vichi,
e chisti vasci,
stritt stritt
e senza Sole.

Me mettess po' a cantà
cu e cummar e cu e vaiass:
Mmaculà, sì ammor mio,
Tu si a luce e chesta via;
finchè camp, maie Te lass.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 02/12/2012 09:06
    In dialetto è venuta fuori una vera meraviglia, e non so aggiungere altro.

3 commenti:

  • Ezio Grieco il 01/12/2012 18:58
    Grazie Vera, del commento e della... intenzione; non volevo più pubblicare "pensieri" dialettali, perchè in tanti non capiscono, poi, visto che altri me li chiedono, preferisco... accontentare gli altri. Naturalmente, e questo è diretto a chi non capisce il dialetto, chiedetemi, senza remore, la... traduzione.
    Ancora grazie Vera.
    cl
  • Anonimo il 01/12/2012 08:21
    Ho commentato soltanto perchè non faccio mai recensioni, ma sono pentita: la meritavi.
  • Anonimo il 01/12/2012 08:18
    Bellissima. Tutta la bellezza espressiva del dialetto napoletano e dei vicoli di Napoli: poveri materialmente, ricchissimi di poesia, sentimento, umanità.

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