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Esistenza e percezione

Antico bosco.
Desolato.
Esteso nel silenzio
perpetuato.
Remoto bosco.
Senza luci.
Mai sfiorato.
Al suo interno
nulla vive,
nulla muore.
Niente danza,
non si muove.
È la quiete
che comanda.
Sempiterna,
mai violata.
Solo l'ago
lì dimora.
E il suo pino
che l'abbraccia.
Alti ed irti
tutti i pini
in quel bosco
spopolato.
Soli e muti
come pietra
gli aghi ruvidi
del bosco.
Ma v'è un arbusto
che patisce
nella pineta
solitaria.
Fioco.
E lento
nel cadere.
D'un tratto cede.
Discende, crolla.
Nessun lo vede.
Nessun lo scorge
Nessun lo ode
Nessuna mente
che lo colga.
Avrà elargito
qualche suono,
non udito?
Nessuno ha udito
il suo trambusto?
Sarà esisto
quest'arbusto?

 

l'autore Manuel ha riportato queste note sull'opera

Poesia generata dal pensiero filosofico di Berkeley, il quale si interrogò sull'esistenza delle cose non percepite.


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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Emiliana De Fortis il 27/12/2012 20:49
    @Vera È un po' la sorte delle persone troppo miti...
    Anche la recensione di questa poesia è un po' una sfida per me. Non ho mai avuto questo problema. Sono una di quelle persone che ami oppure odi. Non c'è via di mezzo con me, anche se quella quiete è ciò che sono, nel profondo. Nelle continue mie "montagne russe della vita" provo invidia verso chi riesce a vivere in questo modo, mi manca tanto la serenità, la pace, detesto questa continua lotta, questa mano sul mio capo che mi costringe ad immergermi sott'acqua e mi impedisce di respirare.
    Ma... c'è un arbusto che... patisce nella pineta solitaria. Ecco lo vedo quel pino, che invece invidia me, proprio me. E soffre così tanto, che cede e crolla. E niente... e nessuno se ne accorge. Un amico qualche tempo fa, mi ha detto proprio le stesse parole. Ma io non riesco a comprendere questo stato d'animo. Io lo invidio. Vuoi fare a cambio con me? Eppure lui mi guarda e mi dice: "Non capisci proprio niente. Come puoi invidiarmi?" Forse perchè l'erba del vicino è sempre la più verde? Non siamo mai contenti di ciò che abbiamo. Vorremmo sempre essere qualcos'altro. In ogni vita ci sono i pro ed i contro. Considera la vita come un teatro. Tu sei l'attore principale. Prima di nascere hai deciso: io in questa vita voglio fare proprio quella cosa lì, il pino in una foresta solitaria. Poi nasci e non ti ricordi più di averlo voluto.

2 commenti:

  • vincent corbo il 25/12/2012 07:37
    Interessante anche come impostazione.
  • Anonimo il 24/12/2012 14:27
    Quanti esistono senza che qualcuno se ne accorga???... Specialmente in questi giorni.
    Quando non si ha la tua SENSIBILITA'.
    Bella.

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