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Fobie Oniriche, Ossessioni di Terra

E tento invano di contare le parole
davanti a significati legati
al filo di un lampione.

Ombre si rincorrono
nell'oscurità del mio orologio,
in cui i secondi segnan
l'arrivo di un nuovo suono.

L'alibi agghiacciante del Pigiama Azzurro
che ovunque poteva esser
tranne che lì, a canticchiar una canzone
nelle acque del Perù.

Giri infiniti su se stessi:
sono già
le Tre.

Tic,
sorvolo le terre del pensiero;
tac,
sfioro la circonferenza di un buco nero.

Non vedo la mia ombra,
il pigiama è andato in mille pezzi:
sono la lancetta sul 47:
non posso aver paura.

Vibro ritroso
come il suono d'un battito
d'ali di Falena.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 27/12/2012 08:45
    miodio ma quanto sei talentuosa ragazza? I miei migliori complimenti!!!

5 commenti:

  • Alessandro il 27/12/2012 15:22
    Fortemente visionaria e sonora. Complimenti!
  • Giulia il 27/12/2012 12:02
    Grazie mille a tutti per la lettura. Ho ancora tantissimo da imparare, vi ringrazio di cuore per i complimenti!!
  • bruno guidotti il 27/12/2012 08:30
    Sono lontano anni luce da questo genere di poesie. Io sono rimasto fedele ai poeti del passato. Però le trovo interessanti, anche se ostiche da penetrare, comunque complimenti, la mediterò.
  • Antonio Garganese il 27/12/2012 08:13
    Fuori da ogni schema, poesia marcatamente onirica, piaciuta.
  • loretta margherita citarei il 27/12/2012 05:33
    originale molto apprezzata

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