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Elì, Elì, lamà sabactàni?

Elì, Elì, lamà sabactàni?

L'antico lamento nel cor risuona veemente
per l'indomita opra dell'antico Serpente
il qual sussurra incessantemente
che l'Etterno all'uom più non attende.

Spesso l'Imago simil non è
e danna l'uom all'ultima dimora
se per man la Fe' non lo trae fora.

Sol quando la prece potente si accende
l'antico negator di luce si spenge.

In tal guisa l'anima risplende
e per tal porta alla Fede ascende...

E miglior posture, qual premio e non più castigo,
può dispensar di Abramo, l'Antico Amico...

 

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1 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 03/01/2013 18:39
    Vorrei contrapporre a questa magnifica composizione, un commento ironico, tratto da una vignetta pubblicata su una rivista, di cui non mensiono il nome. Nella vignetta Adamo ed Eva, sotto l'albero della fabula contenuta in una delle interpretazioni della Bibbia, che ritorna a noi come guida culturale immensa e patrimonio dell'essere lettore umano, si cuociono il serpente, e Adamo dice a Eva, mentre il serpente è su un simil arcaico girarrosto in stile cow boy: "Nessuno ha detto che non potevamo mangiare il serpente". Ripartire con una nuova interpretazione è la strada più proponibie per ritrovare speranza. Bellissima poesia.

1 commenti:

  • Pietro Saltarelli il 04/01/2013 12:33
    bellissima... non lo conoscevo...
    Ti ringrazio per il commento.
    A presto

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