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la poesia onesta

ma chi l’ha detto
che per esser onesta,
la poesia dev’essere stracciona,
piena di ferite della vita,
gonfia di strappi dentro l’anima?
A me sembra, piuttosto,
figurata a vederla,
grassa di corpi sazi,
di compiaciuti visi senza rogne,
che stanno alla finestra a cicalare
sul mondo che non vivono davvero;
o quel che peggio, vassalla, cortigiana,
sciocca istrione del diritto imperante
o affettata di buoni sentimenti,
da fare lacrimar giurie concorsuali
o lettori di bocca molto buona;

dev’esser quel che è la poesia,
povera nel suo dire, ma ricca dentro,
aperta al nuovo, pervasa di coraggio,
che faccia “strage” di tutti i medievali
con il telefonino in mano e il cuore buio,
aperti a questa e a quella prospettiva,
ma chiusi ai poveracci di borgata

 

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3 commenti:

  • Rosarita De Martino il 15/10/2015 19:27
    È molto originale il titolo che, in fondo, conferma la funzione catartica della poesia. In piena condivisione invio i sensi della mia simpatia. Rosarita
  • patrizia sgura il 17/10/2007 08:59
    mi piace il ragionamento di questa tua poesia e sono d'accordo con te... sei davvero straordinario. Un poeta davvero sensibile e attento a ciò che lo circonda. Bravo davvero.
  • sara rota il 26/07/2007 13:27
    Gradita...

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