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Quando inizia a piovere

È gelo, è freddo attorno a me,
mille occhi che mi guardano passare
ma non colgo la loro presenza...
sudo freddo, ho le mani insanguinate,
dai tanti pugni ai muri e quanto altro male,
che ancora mi darà la mia ostinazione.

Perdo la voce vomitando rabbia,
mentre tutto tace, nel rumore violento di ogni cosa,
perdo me stesso, nell'amaro del fallimento,
a denti stretti, ingoio il rancore dei giorni neri...
perché come già è rossa questa rosa,
chi noterà le mie vene squarciarsi sopra?

Quando inizia piovere, la terra diventa fango,
i bei ricordi annegano in una pozzanghera,
nell'acqua torbida, che non riflette cielo,
ne l'anima fragile di cristallo infranta,
in vetri taglienti, che ti regalano ferite aperte
e porterai il mio nome come cicatrice, giuro!

Son lezioni come queste da cui s'impara l'infamia,
porgi l'altra guancia col coltello nella mano,
odi verità col dubbio perenne dello scettico,
parli col veleno e scrivi con il sangue le tue parole...
tantoché, giaccia sotto il mio piede a stracciarsi,
la rossa rosa che mi punse orrida.

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Alessandro il 05/01/2013 13:56
    Porgere l'altra guancia col coltello in mano. Azione a volte necessaria, in un mondo scriteriato dove nessuno si pente di aver ferito gli altri. Nemmeno da chi ci punse di rosso dobbiamo farci calpestare.

1 commenti:

  • danilo il 05/01/2013 19:45
    Non sono riuscito a farla mia, ma è stupendo il modo in cui hai descritto queste sensazioni..

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