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Il tempo degli esami

I libri aperti sopra il marmo bianco
d'una cucina, intrisa di memorie,
che ripuliva col suo fare stanco
mia madre sul finire della sera.
E mi svegliava all'alba, senza scampo,
l'aroma del caffè nella cucina
e quell'odore fresco di lavanda
dei panni appesi sopra uno stendino.
Nell'aria estiva un canto di cicale
e l'eco di quei versi del passato
che rileggevo sopra un davanzale
all'ombra di meriggi soleggiati.

Il tempo degli esami era arrivato
per me ch'esorcizzavo la paura
fumando sigarette di nascosto,
nell'ora in cui s'attenua la calura.
Ma un vento ricuciva le speranze,
quel grappolo di sogni mai sopiti,
d'un padre, sempre schivo d'apparenze,
che riponeva in me traguardi arditi.

Ed io tornavo alle sudate carte,
pesanti come l'ombre della sera,
e rimettevo in gioco la mia parte
in quei silenzi tormentati e brevi.

 

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1 commenti:

  • Alessandro il 05/01/2013 22:10
    Gli anni giovanili di levatacce e studio mattissimo e disperato. Bello anche il contrasto tra le figure dei genitori.

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