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Il gabbiano infelice

E nel silenzio resto quì a soffrire
senza dar più voce al mio dolore,
poiché l'ansia moderna di apparire
ha già serrato, forte, i vostri cuori!
Come un clown racconto la mia storia
a Voi che fate finta di capirmi,
in un'arena dove non c'è gloria
per me che tento invano di esibirmi...

Io sono quel gabbiano con le ali fratturate
costretto ad inciampare su scogli della vita.
Un tempo volteggiavo per i ventosi lidi
fra guizzi di marosi ed arroccati nidi...
Ed or che vo' ramingo sui litorali bassi,
confido le mie pene alle ginestre e al mare,
e cerco nutrimento nei cumuli di sassi,
tra reti sforacchiate e gusci di calcare...

Rimiro i miei compagni volar sulle banchine,
danzar con eleganza nel tempo degli amori,
sfiorando con la coda quel limitar di pini
nel vespero che smorza l'asprezza dei colori...
Ed io rimasto solo, su questa baia deserta,
non provo più l'ebbrezza giocosa del volare.
Ma so di avere, alfine, una risorsa certa:
un cuore così grande per amare!

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 06/01/2013 14:25
    IL GABBIANO INFELICE PREGNO DEL SENTIMENTO PIU' NOBILE PUR ARRANCANDO NEL SUO VOLO QUOTIDIANO... RESTA SOLO IL SUO CUORE GRANDE E... INVIDIA NON HA DI CHI SVOLAZZA LIBERAMENTE E ALLEGRAMENTE... IL MIO ELOGIO SALVATORE
  • Alessandro il 06/01/2013 13:36
    Un gabbiano dalle ali spezzate, ma con un cuore immenso, non può che contemplare e sognare. Metafora di un'anima sensibile, spesso messa in disparte. Versi intensi e dolceamari.

1 commenti:

  • Anonimo il 06/01/2013 13:29
    La tua poesia, Amico, è VOLO e AMORE e questo ha donato anche ai miei pensieri. Con ammirazione, G R A Z I E.

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