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Il vecchio

Davanti al vano della porta
per anni ed anni
sulla stessa sedia in via di Mezzo,
posava le fatiche della vita un vecchio.

Nella fissità del suo sguardo
s’appannava il presente
e bisbigli
echi di tempi passati,
di ciò che fu
danzavano muti al cospetto dei suoi occhi.

Quante passioni gli aveva dato in dono
il tempo andato,
quanti i dolori
sulle curve spalle
e le celie del destino
erano tutte lì
a corrugargli la fronte,
a solcargli la pelle.

Ricordava e ricordava ancora
nel silenzio dei pomeriggi d’autunno
di quando era giovane e bello
di feste allietate dai canti,
di cori d’alpini,
e i volti e le voci d’un tempo
parevano vive, reali
nel ruvido scrigno delle sue mani.

Quante primavere
avevano mutato in cattedrali vestite di colori
le dolci campagne del Friuli?

Era ora di vendemmiare,
le ceste erano colmate
ed il gaio corteo di carri
percorreva la campagna tra i filari
mentre gialle foglie vagabonde,
turbinavano al vento.

Inesorabile era il tramonto
che infuocava l’arco del cielo
e mentre la sua vita si faceva
debole fiammella
guardava assorto
la prima stella
che trapuntava l’infinito della sera.

La sedia ormai è vuota
e vuoto è quell’angolo di paese
in Via di Mezzo,
ma quando vi passo
mi pare di scorgere ancora
la fissità dello sguardo
d’un vecchio.

 

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7 commenti:

  • umberto macrini il 01/08/2007 02:53
    Nell'impronta dello sguardo assente del vecchio ci fai scalare il misterioso sentiero della vita. Bella poesia nella sua tematica esistenziale.
  • luigi deluca il 28/07/2007 18:21
    Un gran rispetto, un grande affetto, che dirti oltre un GRAZIE? gigi
  • Ivan Benassi il 27/07/2007 21:53
    Versi da leggere e rileggere...
  • Ugo Mastrogiovanni il 27/07/2007 16:06
    L’armonia del verso si gusta già dall’inizio che occupa ragione e passione di una vita passata. Il poeta con consumata saggezza e padronanza poetica la fa ripercorrere da una malinconica vecchia sedia ora rimasta vuota, ma fino a poco fa unico scopo di una antica consumata esistenza, simbolo e insegnamento per noi. Molto bella, complimenti.
  • sara rota il 27/07/2007 14:32
    L'inizio poteva sembrare l'incipit per un bel racconto, ma purtroppo la fine con la sedia vuota mi ha fatto capire che quel caro vecchietto ora è in un altro posto a trascorrere la propria vita... quella spirituale, visto che quella terrena si è conclusa tempo fa. Triste, ma bella.

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