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Un buongiorno dolceamaro

Da oltre la finestra giunge a me
il cinguettìo costante di uno stormo
rilevante. Pioggia scandisce

ancor il ritmo del tempo,
ecco che gli uccellini si fanno
silenziosi, come ad ascoltare

questo mio folle canto.
Si sono già parlati tra loro
il capitano, fino al più piccolo

volatilino, uccellin, piccin piccino.
"Per oggi dopo lungo viaggio
sosta sotto questo miraggio

di alberi e di rami, in questa
grigia città. Gli uomini, lo sappiamo
condizionano il nostro andare

nostro compito è cantare
suoni soavi a chi sà ascoltare".
"Che le previsioni non ci permettono

di andare contro natura,
mi raccomando ogni tanto avvisare
ci fosse lombrichini da cacciare

o minuzzoli dati in omaggio
da questi esseri, mostri, oltraggio,
che se alcuni ci appaiono, e sono, buoni

state attenti, a non farvi ingabbiare"
Che da loro imparò San Francesco
a dialogare con infinita saggezza

persa da tempo lungo la strada,
in un bidone pieno di monnezza.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 16/01/2013 09:40
    SENSIBILITA' EFFUSA NELLA SUA SCORREVOLEZZA... IL MIO ELOGIO RAFFAELE

3 commenti:

  • Alessandro il 16/01/2013 14:13
    La chiusa dice tutto: ciò che abbiamo perso e ciò che ci resta. Bel componimento.
  • Anonimo il 16/01/2013 13:10
    Delizioso monologo con le deliziose creature dell'aria e del cielo che non pochi cosiddetti uomini si affannano a distruggere. Uomini senza sapienza, oltre che senza umanità.
  • marcello moiso il 16/01/2013 10:56
    Una piacevole lettura...

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