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Il boccone amaro

Se stanco sei di un piatto
d'inerzia riscaldato,
di lacrime sussulta,
scongela le tue pene.

Risulta un po' salato,
terribile all'olfatto,
ma è fresco e più genuino
di un pasto di catene.

In illusion di forza,
nell'omertà, ingoiamo
silenzio un po' indigesto;
"Il pianto è del bambino,

è vizio dell'infante!"
pensiamo, simulando
virtuoso ristorante,
e guai a bucar la scorza!

Insipido è l'orgoglio
del cuoco disonesto
che cela gli ingredienti,
tradendo il sentimento.

Coraggio di soffrire
è il vero condimento,
il lievito è il cordoglio
per chi sa usare i denti.

 

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5 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Anonimo il 20/01/2013 08:34
    La sofferenza non è facile da digerire; è come un boccone amaro che, prima di essere metabolizzato dall'anima, deve necessariamente essere elaborato dalla mente. Accettarla e conviverci, non è un'impresa gradita per nessuno, ma certamente trovare il coraggio per affrontarla, distruggerla e superarla, è uno sforzo che, alla lunga, ripagherà ogni attimo doloroso vissuto con soddisfacente consapevolezza dell'essere divenuti anche più forti. Ovviamente questa è una mia personale considerazione, gentile Alessandro. Ritornando alla lirica i versi sono incisivi, tristi ed amari.
  • Anonimo il 19/01/2013 20:10
    Un chiudersi... un ripiegarsi sull'anima... amara e intensa... triste consapevolezza. Splendida
  • Anonimo il 19/01/2013 18:06
    coraggio di soffrire... sentimenti che lievitano... il dolore ti prende e come lievito cresce... molto sentita ed apprezzata
  • Don Pompeo Mongiello il 19/01/2013 15:51
    Con il pollice in su dico si a questa tua straordinaria davvero!

5 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 21/01/2013 10:09
    stringere fra i denti... il dolore... fino all'ultimo boccone...

    Bellissima Ale... andare avanti... senza rifugiarsi in lacrime infanti...
  • Pietro Saltarelli il 21/01/2013 08:40
    "Il pianto è del bambino, è vizio dell'infante!"
    È vero, con questa scusa tendiamo sempre a nascondere i nostri sentimenti e disimpariamo a soffrire ed a utilizzare la sofferenza come coraggio e possibilità di cambiamento.
    Anche se dura, la sofferenza diviene se vissuta con il coraggio di "usare i denti", una vera scuola di vita, che ci porta a scoprire la nostra vera essenza, la nostraconcretezza e il nostro limite. Ma prendendone coscienza, miglioriamo e diveniamo più forti. Se poi lo facciamo anche con la Grazia e la Luce della Fede, allora...
    Ti Benedico...


  • Anonimo il 20/01/2013 17:42
    Intense e significative le prime due strofe. Condivisa l'ultima.
    Bravo Alessandro, molto bella, fa riflettere.
  • Anonimo il 20/01/2013 15:22
    Un coraggio della sofferenza che nasce dalla dignità e dalla libertà personale accompagnate dalla presa di coscienza del proprio stato. Molto bella e significativa.
  • Gianni Spadavecchia il 19/01/2013 16:49
    Quando si dice: "Questo è pane per i miei denti!". Piaciuta la parte del cuoco disonesto e del coraggio, miglior condimento in assoluto. Apprezzatissima.

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