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La sintesi del dolore

Parlo
ma non riconosco il suono della voce.
Mi guardo nello specchio
e mi confondo
tra quello che sono e l'immagine di me.
Schiaccio i sogni contro le finestre chiuse,
butto per terra le cose che hai detto
per sentirmi più leggero.
Sorrido
e se questa non è fede.
Tutto è semplicemente
una folle ed invisibile trappola.
Tendo ad essere intimo
come ora
cado in eccessi di tenerezza
ma è dolore,
per ognuna delle mie idee solitarie
per ciascuno di questi momenti
quando non mi posso separare dall'immagine,
chi è l'imitato e chi l'imitatore?
Non riesco a sapere qual'è la verità
mi devi perdonare
ma ho avuto troppe cose da capire.
Colgo tessere di puzzle
senza preoccuparmi
di ciò che manca,
di ciò che mi manca.
Come un fiore accanto al cemento
fuori posto
è dolore,
essere due, tre e a volte nessuno,
l'umidità del sangue sulle questioni che mi riguardano.
Dimmi
ti trema la mano
mentre pensi alla carezza
che non mi hai mai dato?
Un morso,
un urlo,
uno schiaffo frugale,
scopro di me stesso la voglia di rinascere
nudo con le braccia incrociate sul petto
e il desiderio di piangere
che c'è sempre quando iniziano le cose.
Fa paura
se chiudo gli occhi tutto continua,
il coraggioso fingere,
almeno riposo.
Trionfo della vittoria
il vento solleverà la polvere
e il mormorio di voci dimenticate

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 21/01/2013 23:08
    Altro che sintesi... una sequela di melanconica introspettività... LA MIA CONSIDERAZIONE GIO

1 commenti:

  • Alessandro il 21/01/2013 21:22
    Lunghetta per essere una sintesi, ma i versi traboccano della giusta disperazione.

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