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Minestra riscaldata

Le vite più precotte
riscaldano, in un coro,
le menti omologate
di puerpere attempate.

I pargoli, a occhi chiusi,
non sognano nemmeno
l'intruglio misto a cloro
che avranno dopo il seno.

Generiche e bigotte
le lor voci, leziose
nel tessere il futuro
di spiriti reclusi:

"Un cittadin modello,
il mio sarà, e ambizioso!
Castigherà il monello;
sarà legislatore!"

la prima tuona, e un'altra:
"Il mio sarà cortese,
dell'indole più scaltra,
provetto ambasciatore!"

S'infervora una terza:
"Lontano il mio bambino
da svago e tentazione!
Sia servo del Signore!"

La quarta, in risolini:
"La mia una casalinga
mansueta e assai devota;
e quanti nipotini!"

E l'ultima borghese:
"Mio figlio sarà immune
a vana distrazione.
Un bravo professore!"

Di volontà represse
o preconfezionate
in nobile interesse
sarà il futuro vostro,

miei poveri fanciulli,
adulti del domani;
sarà dipinto, il cielo,
dagli infidi sciamani.

Un ordine apparente
infuso nell'infante,
la faccia benpensante
del ciclo di sfacelo.

Fuggite, gladiatori,
dal gioco venatorio.
Non siate portatori
di un'anima in digiuno.

Sia questa la domanda
ai freddi educatori:
"Ma l'essere qualcuno
è forse obbligatorio?"

 

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8 commenti     7 recensioni    

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7 recensioni:

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  • Anonimo il 28/01/2013 08:44
    Una metaforica minestra riscaldata che ha perso l'originale "sapore" e che viene offerta nuovamente dalla vita, perchè pare proprio, costringa a mangiarla e digerirla nell'anima. Metafore significative ed originali, accompagnano il valore del messaggio emblematico insito nell'opera. Mi inchino dinanzi alla tua bravura.
  • Don Pompeo Mongiello il 27/01/2013 15:12
    Molto apprezzata e piaciuta questa tua eccezionale!
  • Anonimo il 26/01/2013 19:57
    Sono questi gli elementi che si mescolano in questi versi, un noir velato di humour freddo... Piaciuta moltissimo complimenti!!
  • Rocco Michele LETTINI il 26/01/2013 17:22
    Velato humour in quartine di quotidiana realtà... La chiusa in un interrogativo esemplare... IL MIO ELOGIO ALESSANDRO
  • ciro giordano il 26/01/2013 16:33
    l'ironia non copre il dolore che trasuda, tra le righe... Eh si, a tratti da brividi questa tua invettiva, e non sono riuscito a sorridere... un saluto
  • Anonimo il 26/01/2013 15:47
    Che dire? Un elenco in versi di tutto quello che aborrisco, evito e rifiuto nettamente. Il tuo essere acerbo mi fa pensare... non voglio immaginare quando sarà maturo. Molto acuta, almeno per me (non perbennista)
  • Anonimo il 26/01/2013 15:42
    Giusta domanda a cui "pare di sì" è l'appropriata risposta di questo mondo che non riconosce il valore di colui che esce da qualsiasi schema di valore già preconfezionato.
    Il motivo? Forse la paura che sfugga al controllo delle nostre menti pigre e sterili. Complimenti davvero!

8 commenti:

  • Letizia il 03/02/2013 18:50
    Come un pamphlet di antico sgradevole sapore che, ironicamente, ci tocca riassaggiare. Bravo.
  • Letizia il 03/02/2013 18:48
    Come un pamphlet di antico sapore, che ci tocca ironicamente riassaggiare. Bravo.
  • antonina il 02/02/2013 22:19
    ironica e sferzante. Complimenti.
  • viola il 02/02/2013 09:48
    Penso che nella vita, indipendentemente da ciò che ci viene inculcato, ognuno abbia un cammino da seguire, necessario per l'evoluzione della propria anima. Io non credo al caso.
    Sempre bravo Alessandro.
  • Vincenzo Capitanucci il 01/02/2013 10:51
    Quanter minestre riscaldate dovrete mangiare... miei poveri fanciulli...

    Bravissimo Alessandro...

    Ma l'essere qualcuno
    è forse obbligatorio?"... dicono di sì...
  • Don Pompeo Mongiello il 28/01/2013 10:47
    Questa volta la recensione voleva essere solo un commento.
  • Francesca La Torre il 28/01/2013 06:26
  • Fabio Magris il 26/01/2013 15:51
    Molto simpatica questa tua poesia che, pur lunga, si legge tutta d'un fiato. Penso (opinione mia) che sia obbligatorio essere qualcuno, ma... bisogna deciderlo da soli. Professore, casalinga, servo del Signore, ecc... non sono affatto disprezzabili, tuttaltro. Disprezzabile è la costrizione a farlo.

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