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Il dicitor cortese

Quante moine fa lo gallo
per imbrattar le sue galline,
con cresta, artigli e piume ronza come moscon che al fine punge.
Così d'aspetto è quel che ti propone
e t'attorciglia magico ladrone
colui che con parole sopraffine
ingannati ben bene come uno biscotto
che mangiasi d'un fiato
la tua onestate.
E resti poi inatteso
a riguardar tutta la storia che t'ha raccontato
gabbato t'ha gabbato
ma lo ladrone esperto
mai potrà veder lo tuo sorriso
nel constatar quanto sia bello,
esser gabbati e nulla avere perso.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 01/02/2013 17:26
    ne la sua pregevole ironia una realtà di sempre... IL MIO ENCOMIO FRANCO

3 commenti:

  • Alessandro il 01/02/2013 17:42
    Le moine di un gallo ladrone che trova però il proprio limite nel sotterfugio inconcludente. Ottima.
  • Anonimo il 01/02/2013 12:36
    Molto significativa la tua poesia, la chiusa in particolare. Ben si confà a tante persone che fanno delle chiacchiere la loro bandiera, ma che nulla danno e nulla ottengono.
  • Anonimo il 01/02/2013 11:56
    sono bravi a raggirar con moine e parole spraffine molto apprezzata e condivsa...

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