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Poveretti

Para papinzi
para paponzi
si vive tutti
in un mondo di stronzi

non siamo santi
non siamo bonzi
ci crediam ganzi e
siam sempre più gonzi.

Lo stato ci affama
si senton gìà i morsi
facciamo le tessere
per vincer concorsi

per garantirci
un minimo vitto
o per pagar meno
di mutuo o di affitto

e mentre diamo la colpa
di tutto alla casta
c'è chi 'l voto vende
per un kilo di pasta.

Siam come vacche
che cagan sui gigli
facciam così il mondo
per i nostri figli

Parliamo italiano
ma patria non siamo

quello che abbiamo...
ce lo meritiamo!!!

 

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6 commenti     0 recensioni    

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6 commenti:

  • Anonimo il 17/02/2013 08:01
    hai detto bene... ci meritiamo tutto... verità assoluta bravo augusto...
  • Vincenzo Capitanucci il 05/02/2013 04:25
    Para papinzi
    para paponzi...

    non siamo santi
    non siamo bonzi...

    ottima Augusto...
  • Ellebi il 05/02/2013 02:49
    Ci sono un paio di passaggi in questi versi che mi paiono significativi: " e mentre diamo di tutto la colpa alla casta", infatti, è troppo facile, e poi di caste ce ne sono parecchie, e alcune non meno potenti della "casta" politica di cui solamente parliamo. La casta dei magistrati, per esempio, non eletti, incontrollati e irresponsabili (nonostante un referendum) a qualsiasi livello, nessuna magistratura al mondo è priva di un, commisurato al potere, leggittimo controllo, loro sono i controllori di loro stessi (CSM). E poi c'è la casta dei giornalisti, anche questi che dovrebbero raccontare il potere in grande misura ne sono prottagonisti, se pensiamo poi al connubio molto stretto con la magistratura, possiamo avere un'idea di cosa siano i poteri forti. E i sindacati che nonostante, come i partiti, ricevano cospicui contributi dallo stato non siano tenuti a rendere pubblici i loro bilanci. (pure tutti i giornali sono benevolmente finanziati dallo stato). E poi ci sono poteri meno forti ma ugualmente importati. I medici, altro esempio, è una casta pure quella, che tiene in mano la sanità pubblica e ne fanno quello che vogliono perchè gli italiani mai si sognerebbero di criticarli, ci tengono alla propria salute. E ci sono le banche, ma di queste sappiamo già.
    "parliamo italiano ma patria non siamo", ed ecco la risposta più concreta che ben legge la nostra precaria situazione economico-politica dei giorni nostri. Dopo quasi un secolo e mezzo dall'Unita politica, non siamo ancora una patria. Complimenti per la tua poesia.
  • Anonimo il 04/02/2013 19:50
    La chiusa dice tutto... sono d 'accordo con te!
  • Alessandro il 04/02/2013 18:26
    Amara verità senza peli sulla lingua o giochi di parole.
  • bruno guidotti il 04/02/2013 16:16
    Augusto sempre grande, la classe non è acqua. Un caro saluto.

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