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Tempesta

Avanzano minacciosi
bruni nembi viola
di tempeste antiche,
da un brontolio cupo
accompagnate.

Guardo,
tra queste sbarre
che di galera solo idea,
il punto lontano
della mia fuga.

Mentre il tarlo
rosica senza posa
il mio bruno utero,
violaceo e minaccioso,
che brontola cupo.

 

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2 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • marcello moiso il 08/02/2013 23:28
    Una tremenda e violenta tempesta interiore.
    Con gli ultimi versi, più tremendi ancora.
  • ciro giordano il 08/02/2013 23:09
    C'è una strana concordanza tra il passato "le tempeste antiche" ed il futuro,"il mio bruno utero violaceo e minaccioso", tra la prima ed ultima strofa, in mezzo il presente, con tutto lo smarrimento, e con una speranza lontana... bella, e profonda
  • Rocco Michele LETTINI il 08/02/2013 22:10
    Un acuto dal tuo vivere... toccante nel suo profondo forgiato... LA MIA LODE SILVIA...

2 commenti:

  • silvia leuzzi il 09/02/2013 06:04
    Grazie amici. questa poesia è nata, come la maggior parte, in cucina ahahah, tra una cipolla e una patata, osservando il cielo all'orizzonte che si preparava per scatenare l'inferno di lampi e scrosci d'acqua. Il cielo, quando le nuvole si accapigliano e si pigiano l'una sull'altra diventando sempre più scure, ci invita a riflettere su tutte le nostre insidie, i nostri dubbi, le nostre annose sconfitte, sempre uguali, perchè noi rimaniamo uguali, immoti elementi di natura. Ciao e grazie infinite
  • silvia leuzzi il 08/02/2013 22:18
    Rocco caro e io che non ti commento mai sono indegna della tua attenzione. Grazie un saluto affettuoso

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