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Le Putte

Lampi impavidi, luci invadenti
abbaglianti abbagli della notte
miraggi a luci rosse
occhi a infrarossi
miragli dei gigli di strade di città
nella notte illuminano il nulla della società
e si da assente l'autorità
seduta distratta davanti ai giornali
la solita perenne comunione universale
banalità del parlare ad alta voce
nel disprezzare tutto, nel credere in niente

La nudità presente impunità veemente
finemente impunita rose rosse che perdono la vita
di fianco a semafori, e a vetri di macchine ferme buie
la dove un amore si compra per ore di lune grigie

Miragli della sera, rossi all'imbrunire
aranci di sicilia maturi al punto giusto
giudicati da chi non è nè Dio nè cielo
giudicate da chi, è forse gelosa e cosparge veleno

Emarginate costrette o voluttuose
son tutte fate che all'alba vanno alle gambe ripose
dee bramose di ansie ansiose, e alcune paurose
bellezze di vanità dee dilettuose
di santo pudore e casta carnalità
di sacro pudore e demoniache carnalità

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • stella luce il 11/02/2013 09:38
    le putte dalla mie parti sono quelle donne senza marito che per ricevere tale appellattivo in genere sono descritte come tristi, sole e desiderose d'amore... nei tuoi versi sono altra cosa anche se spesso le emozioni di tali donne sono simili... hai trattato un tema molto forte sintomo di una grande e profonda solitudine nella nostra società...
  • Rocco Michele LETTINI il 09/02/2013 01:02
    Una macchia di sempre... volutamente verseggiata in toccante scorrere...

3 commenti:

  • Anonimo il 09/02/2013 17:05
    Hai trattato un tema importante e sentito, scritto con maestria.
    Grazie.
  • Alessandro il 09/02/2013 13:17
    Mai il tema della prostituzione fu trattato con tanta onestà e liricità.
  • Vincenzo Capitanucci il 09/02/2013 05:39
    Splendida Giuliano... emarginate.. costrette o voluttuose... son tutte fate.. che all'alba van le gambe ripose...

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