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Il prezzo dell'ascensore

Sappiate

è ben ricordare
da quale cielo siamo caduti
ed in quale ottuso girone dell'inferno viviamo

abbiamo ricevuto solo un biglietto d'andata
il prezzo del ritorno
poco importa la data
è a nostre spese

se volete un gran cassa
dovete passare dalla cassa
lasciando tutti i vostri sudaticci ottoni a suonar fanfara nelle tasche di un altro

se non avete molti soldi anche da morto c'è l'avete nel loculo e non avete più età per fare la guerra dei bottoni

- mi ricordo
quando ero piccolo e non avevo ancora paura dell'uomo nero
degli ascensori a monetina
almeno se eri povero potevi farti le scale a piedi
incontrando lo spazzino che scendeva con il sacco della tua spazzatura sulle spalle

non c'erano ancora per strada i cassonetti per buttar via i bambini indigesti

oggi non più
si chiamano spese e usanze condominiali a cui non sfuggono neanche i beccamorti ministeriali del primo piano-

I funerali divennero così cari per i nostri cari da non poter più sollevare il pur magro bilancio familiare

le anime in un ultimo nobile slancio portarono in cielo i nostri corpi

questo fu il segreto motivo
intollerabile mondo
della nostra prossima futura ascensione nello spazio

 

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5 commenti     10 recensioni    

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10 recensioni:

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  • andrea il 04/05/2016 07:44
    il re mida della poesia, l'ho letta e riletta e a modo suo o tuo è fantastica!!!
  • Anonimo il 09/02/2013 20:47
    Un capolavoro di psichiatra. Ma in versi... Proprio un capolavoro d'uomo, insomma. E anche di poesia... un'autore che nei suoi versi riesce a raccontare quello che vuole e lo fa con un occhio sul mondo lucido e teso... Versi unici Vincenzo... Bellissima!
  • Anonimo il 09/02/2013 17:20
    ...è ben ricordare
    da quale cielo siamo caduti
    ed in quale ottuso girone dell'inferno viviamo...
    Vincè questa tua è di una profondità unica e vera... ed è per questo che mi piace tantissimo!
  • roberto caterina il 09/02/2013 10:19
    a me piace di questa tua l'immagine degli ascensori a monetina e, forse, la utilizzerò anche io... Pensavo, quando ero piccolo, che esistessero solo da noi nel Sud, ma se anche tu hai questi ricordi così non è... Pensavo che il Nord fosse dove gli ascensori non dovessero correre con la monetina... Pensa un po'..
  • Anonimo il 09/02/2013 08:54
    Che dire Vincè, veniamo gratis e ce ne andiamo pagando. Ma attenti perché chi crede nella reincarnazione, se non ha i soldi per la risalita firma le cambiali per quando rinasce. Pure questo fa parte del sistema dei derivati con l'aggiunta dei conservati.
    Attenti ancora a mandare qualcuno a morì ammazzato perché si rischia di dover pagare la tassa sul defunto in vita.
    Vincè questa è la società civile e l'umanità che regna in tutte le istituzioni, chiesa vomoresa, anche se poi dicono che non è compresa.
    Superlativa Vincè!
  • Anonimo il 09/02/2013 08:43
    Basterebbe l'uktima strofa per farne un capolavoro di contenuto, ma non da meno sono le altre. Specie, per i miei gusti personali, quella dell'incontro di un tempo tra il povero che scendeva le scale a piedi, e lo spazzino che portava il suo maleodorante sacco sulle povere spalle... BELLISSIMA!!
  • Raffaele Arena il 09/02/2013 07:25
    Denuncia sulla mercificazione del dolore. Un servizio che rispecchia quello che siamo stati in vita. La fossa comune, per chi viene massacrato in guerra, gli onori di stato a chi muore per la paitria (?) e inserigo in una bara extra lusso, come del resto un ministro. Ma "A' livella" di Totò rende giustizia a tutto ciò con la sua sagacia e ironia. Ma a parte questo sfogo, poesia che invita a più di una riflessione, anche nostalgica. Piaciuta.
  • silvia leuzzi il 09/02/2013 07:20
    Intenso Vincenzo, in questa mattina di sabato, quando ancora la casa dorme, inspiegabile silenzio prima del disastro della giornata affannata, imbattersi in questa tua lirica, risveglia la coscienza... siamo tutti su quell'ascensore amico mio...è la fine del nastro trasportatore, ove poggiamo i nostri malconci piedi trascinando un'esistenza bigia... non c'è di meglio solo sprazzi di luce e una monetina. Grande Vic... grande
  • Rocco Michele LETTINI il 09/02/2013 06:39
    Vincè sei unico... inimitabile nel tuo creativo poetico ne le più apposite parole... "ad hoc" insomma...
  • Auro Lezzi il 09/02/2013 05:41
    Un Vincenzo decisamente insolito.. Ci dici che troppo spesso il progresso è regresso.. E me pare giustissimo

5 commenti:

  • Don Pompeo Mongiello il 10/02/2013 11:44
    Molto apprezzata e piaciuta questa tua straordinaria davvero!
  • Alessandro il 09/02/2013 13:21
    Ogni ascesa ha un prezzo, la discesa è gratuita perché la provochiamo noi. Siamo angeli decaduti. Bella davvero.
  • Anonimo il 09/02/2013 08:57
    Ho bisticciato con le parole, volevo dire chiesa compresa
  • Anonimo il 09/02/2013 08:47
    Anche dopo aver riletto, spesso qualche errore nella digitazione del testo mi sfugge. CHIEDO SCUSA.
  • Anonimo il 09/02/2013 08:04
    bellissimi commmenti ai quali mi associo... intensa lirica che rispecchia la nostra sudicia società, nella nei cassonetti si gettano i bambini e non più la mondezza... poesia che porta a profonde riflessioni grande Vincenzo ti abbraccio

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